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Art. 1173 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 1173 Codice Civile

Danno da appalto pubblico: Giurisdizione ordinaria o contabile?
Un Comune ha contestato la richiesta di pagamento di un professionista (ingegnere/direttore lavori) per compensi, chiedendo anche un risarcimento danni per crolli in un edificio pubblico dovuti a presunti inadempimenti. Il Comune ha sollevato la questione della `giurisdizione ordinaria e contabile`, sostenendo la competenza della Corte dei Conti, dato il ruolo del professionista come "agente dell'amministrazione pubblica". La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario. Questo perché la controversia riguarda un inadempimento contrattuale e un danno civilistico, non l'esercizio di poteri pubblicistici o un danno erariale diretto, permettendo la coesistenza delle due giurisdizioni per fatti diversi.
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Contatto sociale qualificato: danni P.A. al giudice ordinario
Un'impresa si aggiudica in via provvisoria una gara d'appalto indetta da un Ente Pubblico. Negli anni seguenti l'amministrazione rimane inattiva, senza firmare il contratto definitivo ma fornendo rassicurazioni formali sull'imminente conclusione dell'affare. A causa di questo blocco prolungato, l'impresa fallisce. La Curatela fallimentare cita l'amministrazione davanti al giudice ordinario per chiedere il risarcimento dei danni da responsabilità per contatto sociale qualificato, lamentando la violazione dei doveri di buona fede e lealtà precontrattuale. L'Ente Pubblico sostiene invece la competenza del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione attribuiscono la giurisdizione al giudice ordinario. La Corte chiarisce che, quando il privato contesti il comportamento scorretto dell'amministrazione anziché l'illegittimità dei suoi provvedimenti autoritativi, la causa riguarda diritti soggettivi e spetta al giudice ordinario.
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Responsabilità precontrattuale: i Comuni pagano i ritardi
Una società di progettazione ha svolto attività per un programma di sviluppo locale per conto di un consorzio. I Comuni aderenti non hanno però versato le quote né completato gli atti amministrativi necessari, impedendo la firma dell'accordo finale. La società ha quindi citato in giudizio i Comuni per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa spetta al giudice ordinario. Infatti, la richiesta si fonda sulla responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione per aver violato i doveri di correttezza e buona fede durante le trattative. Non si contesta un provvedimento autoritativo, ma il comportamento scorretto dei Comuni che ha deluso l'affidamento della società, configurando un contatto sociale qualificato.
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Locazione passiva della Pubblica Amministrazione: stop al TAR
Un Comune avvia un'indagine di mercato per trovare un immobile da prendere in affitto come archivio. Una società partecipante contesta l'esito della selezione davanti al TAR, lamentando che l'immobile scelto non rispetti i requisiti minimi di altezza. Il Comune eccepisce il difetto di giurisdizione, sostenendo che la controversia spetti al giudice ordinario. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Comune, stabilendo che la locazione passiva della Pubblica Amministrazione è un'attività di diritto privato. Anche se l'ente pubblico organizza una gara informale per scegliere l'immobile, agisce come un comune privato cittadino. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché si discute di diritti soggettivi e non di poteri autoritativi pubblici.
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Legittimo affidamento: l’impresa vince contro la Regione
Un'impresa riceve l'aggiudicazione provvisoria per un appalto pubblico dalla Regione, che successivamente sospende la procedura senza giungere alla firma del contratto. L'impresa cita in giudizio la Regione davanti al Tribunale ordinario chiedendo il risarcimento dei danni per violazione del legittimo affidamento e dei doveri di buona fede. La Regione eccepisce il difetto di giurisdizione, sostenendo che la causa spetti al Giudice Amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione dichiarano la giurisdizione del Giudice ordinario. La Corte stabilisce che la lesione del legittimo affidamento, derivante da un comportamento scorretto della Pubblica Amministrazione slegato dall'esercizio diretto del potere autoritativo, configura una responsabilità da contatto sociale qualificato di natura privatistica.
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Affidamento leso: il Comune paga per il porto mai finito
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di alcuni cittadini che avevano acquistato diritti su posti barca in un porto turistico mai completato. I cittadini avevano citato in giudizio il Comune e le società costruttrici, chiedendo un risarcimento per la perdita economica subita. La questione chiave era stabilire quale giudice fosse competente: quello ordinario o quello amministrativo. La Corte ha sancito che la richiesta di risarcimento danni da affidamento leso, basata sulla violazione della buona fede e sulla fiducia tradita dal comportamento del Comune, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il provvedimento amministrativo di revoca della concessione è solo un fatto, non il cuore della richiesta di danno, che nasce dalla condotta scorretta precedente.
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Revoca Gara Pubblica: il Comune perde, decide il Giudice Ordinario
Una società si aggiudica un terreno tramite un'asta pubblica indetta da un Comune. Prima della firma del contratto, a causa di ritardi tecnici, l'Ente revoca l'aggiudicazione. La società chiede i danni al giudice civile, ma il Comune sostiene che la competenza sia del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione chiarisce il punto: la richiesta di risarcimento per violazione della buona fede nella fase tra l'aggiudicazione e il contratto rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Non si contesta la legittimità dell'atto di revoca, ma il comportamento scorretto dell'Ente. La causa spetta quindi al tribunale civile.
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Danno da ritardo P.A.: risarcisce il Giudice Amministrativo
Una risparmiatrice, creditrice in una procedura di liquidazione amministrativa che si protraeva da quasi trent'anni, ha citato in giudizio la Pubblica Amministrazione per ottenere il risarcimento del danno da ritardo della P.A. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla giurisdizione, ha stabilito un principio chiaro. Se il danno deriva direttamente dall'inerzia dell'ente pubblico nell'esercizio delle sue funzioni, la competenza a decidere spetta esclusivamente al giudice amministrativo. Di conseguenza, la causa della risparmiatrice dovrà essere trattata in quella sede e non davanti al giudice civile. La richiesta della cittadina è stata quindi indirizzata al foro corretto.
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Risarcimento danni da provvedimento illegittimo: vince l’impresa
Un'impresa chiede il risarcimento dei danni alla Pubblica Amministrazione dopo aver investito risorse basandosi su un piano per attività estrattive, successivamente annullato per negligenza dell'ente stesso. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sul riparto di giurisdizione: la richiesta di **risarcimento danni da provvedimento illegittimo**, fondata sulla lesione dell'affidamento del privato, rientra nella competenza del giudice ordinario e non di quello amministrativo. Questo perché la causa non contesta il potere della P.A., ma il danno causato dal suo comportamento negligente, che ha deluso una legittima aspettativa. L'impresa vince quindi la questione sulla competenza e la causa torna al Tribunale civile per la decisione nel merito.
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Affidamento incolpevole: risarcimento danni dal Comune
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un Comune per la lesione dell'affidamento incolpevole di una società immobiliare. La società aveva eseguito costose opere di piantumazione basandosi su un piano urbanistico poi annullato dal giudice amministrativo. La Corte ha stabilito che, nonostante l'annullamento dell'atto, il comportamento rassicurante dei funzionari comunali ha generato un'aspettativa legittima. La controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una responsabilità da contatto sociale qualificato che tutela un diritto soggettivo autonomo del privato.
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Interessi legali: la guida della Cassazione
Una società fiduciaria si opponeva a un precetto sostenendo l'errato calcolo degli interessi di mora. Il Tribunale, incerto su quale tasso applicare in caso di generica dicitura "interessi legali" in una sentenza, ha sollevato la questione alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno stabilito che, in assenza di una specifica motivazione nel titolo esecutivo, per "interessi legali" si deve intendere il tasso base previsto dall'art. 1284, comma 1, c.c. e non quello maggiorato per le transazioni commerciali.
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Risarcimento permesso illegittimo: giurisdizione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, stabilisce che la domanda di risarcimento danni avanzata da un cittadino contro la Pubblica Amministrazione per aver fatto legittimo affidamento su un permesso di costruire poi rivelatosi illegittimo, rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La decisione chiarisce che, in materia urbanistica, la competenza a decidere su tali richieste di risarcimento non appartiene al giudice ordinario, ma al T.A.R., in quanto la pretesa è intrinsecamente connessa all'esercizio del potere amministrativo.
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Risarcimento danni PA: quando decide il giudice ordinario
Una società chiede il risarcimento danni PA a un Comune e a una sua funzionaria per i ritardi nell'approvazione di un progetto urbanistico. La Corte di Cassazione, decidendo sul regolamento di giurisdizione, stabilisce una competenza ripartita: la causa contro la funzionaria spetta al giudice ordinario, mentre quella contro il Comune, inerente all'esercizio di potere pubblico, è di competenza del giudice amministrativo.
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Risarcimento danni PA: la giurisdizione è ordinaria
Una società immobiliare chiede il risarcimento danni alla PA dopo aver acquistato un immobile sulla base di un certificato di destinazione urbanistica errato. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di giurisdizione, stabilisce che la competenza è del giudice ordinario. La domanda non contesta un atto amministrativo, ma lamenta la lesione dell'affidamento causata dal comportamento scorretto dell'amministrazione, configurando un illecito civile.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: il caso
Una società energetica chiede il risarcimento danni a un'Autorità Portuale per responsabilità precontrattuale. Dopo una condanna in appello, l'Autorità ricorre in Cassazione eccependo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile: non avendo l'Autorità impugnato la sentenza di primo grado sul punto della giurisdizione, si è formato un giudicato implicito sulla giurisdizione che preclude ogni successiva contestazione.
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Risarcimento Danno Inerzia PA: Giudice Ordinario
Un cittadino ha citato in giudizio una Regione per ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata attuazione di progetti per il lavoro, lamentando la lesione dei suoi diritti fondamentali. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché la domanda riguarda un'omissione illecita della Pubblica Amministrazione e non la legittimità di un provvedimento amministrativo. La decisione chiarisce che il risarcimento danno da inerzia PA che lede diritti soggettivi rientra nella competenza civile.
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Giurisdizione concessioni: quando decide il giudice?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31843/2024, ha chiarito la questione sulla giurisdizione concessioni. Un'azienda del settore giochi contestava un pagamento richiesto dall'Agenzia statale per un numero eccessivo di apparecchi installati. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la controversia appartiene al giudice ordinario, non a quello amministrativo. La motivazione risiede nel fatto che il pagamento non è una sanzione, ma un corrispettivo previsto dalla legge, che si colloca nella fase esecutiva e paritetica del rapporto di concessione, dove la Pubblica Amministrazione non esercita poteri autoritativi.
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Giurisdizione giudice ordinario su canoni concessioni
Una società concessionaria nel settore dei giochi ha contestato una richiesta di pagamento da parte dell'ente regolatore per il mantenimento di apparecchi in numero eccedente. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto la questione di giurisdizione sollevata. Ha stabilito che la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché il pagamento non costituisce una sanzione, ma un corrispettivo che il concessionario sceglie di versare per continuare a utilizzare gli apparecchi. Questo configura un rapporto paritetico di natura contrattuale, escludendo la competenza del giudice amministrativo.
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Giurisdizione concessioni pubbliche: chi decide?
Una società concessionaria di giochi ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per apparecchi in eccedenza. La Cassazione ha stabilito che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non amministrativo. La Corte ha chiarito che il pagamento non è una sanzione, ma un corrispettivo previsto dalla legge, rientrando così nella fase esecutiva del rapporto di concessione. Si conferma la giurisdizione concessioni pubbliche in capo al giudice civile per questioni patrimoniali.
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Giurisdizione concessioni pubbliche: a chi spetta?
Un operatore del settore del gioco ha contestato una richiesta di pagamento per apparecchi da gioco in eccesso, sostenendo che l'atto fosse espressione di un potere pubblico illegittimo. Le Sezioni Unite della Cassazione, definendo la giurisdizione nelle concessioni pubbliche, hanno stabilito che la controversia rientra nella competenza del giudice ordinario. La richiesta di pagamento, infatti, non è una sanzione ma un corrispettivo legato a un rapporto contrattuale paritetico, e riguarda quindi diritti soggettivi di natura patrimoniale.
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