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Art. 1173 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 1173 Codice Civile

Provvigione mediatore: no con preliminare di preliminare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31431/2023, ha stabilito un principio fondamentale in tema di provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguardava la richiesta di una provvigione da parte di una società di mediazione a seguito della firma di un accordo, qualificato come 'preliminare di preliminare', tra le parti di una compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dato ragione al mediatore, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che un 'preliminare di preliminare' non costituisce 'affare concluso' ai sensi dell'art. 1755 c.c., in quanto genera solo un obbligo a continuare le trattative e non un vincolo giuridico che consenta di agire per l'esecuzione specifica del contratto. Pertanto, il diritto alla provvigione del mediatore sorge solo con la stipula di un contratto preliminare vero e proprio o del definitivo.
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Contratto di agenzia: quando scatta l’obbligo Enasarco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30649/2023, ha respinto il ricorso di una società di servizi finanziari, confermando la sua condanna al pagamento di oltre 300.000 euro di contributi e sanzioni a un ente previdenziale. Il caso verteva sulla corretta qualificazione del rapporto con i promotori finanziari. La Corte ha ribadito che, al di là del nome formale del contratto (mandato), è la stabilità e continuità della prestazione a configurare un contratto di agenzia, con il conseguente obbligo di versare i contributi previdenziali.
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Obblighi di protezione: quando la banca è responsabile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingente depauperamento del patrimonio di un'anziana correntista, operato da un suo delegato. La Corte ha confermato la responsabilità della banca per la violazione degli obblighi di protezione, non avendo segnalato alla cliente una serie di operazioni palesemente anomale. L'istituto di credito, pur a conoscenza delle anomalie, non ha informato la correntista, venendo meno al dovere di diligenza dell'"accorto banchiere". Il ricorso della banca è stato rigettato, mentre è stato accolto quello dei professionisti coinvolti per un difetto di motivazione della sentenza d'appello riguardo la natura del loro incarico.
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Ricorso inammissibile: come formulare i motivi
Un lavoratore impugna il suo licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: i motivi di ricorso erano confusi e mescolavano diverse tipologie di censure senza la necessaria chiarezza e specificità, rendendo impossibile per la Corte esaminarli. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta redazione tecnica degli atti di impugnazione.
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Obbligazione ex lege ente locale e impegno di spesa
Un consorzio di riabilitazione ha citato in giudizio un Comune per il pagamento di servizi di trasporto per persone con disabilità, sostenendo che si trattasse di un'obbligazione ex lege. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che anche una obbligazione ex lege a carico di un ente locale necessita del rispetto delle norme di contabilità pubblica. Per la validità del pagamento è indispensabile un formale impegno di spesa, in assenza del quale la responsabilità ricade sul funzionario che ha autorizzato la spesa e non sull'ente.
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Compensazione debito detenuto: la Cassazione decide
Un ex detenuto ha richiesto un indennizzo per le condizioni di detenzione inumana subite. Il Ministero della Giustizia ha eccepito la compensazione tra tale somma e un credito vantato nei confronti del detenuto per pene pecuniarie. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha ammesso la compensazione debito detenuto, qualificando il ristoro per detenzione inumana come un indennizzo di natura patrimoniale e non come un risarcimento del danno non compensabile.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione e UE
Un medico ha citato in giudizio lo Stato per la mancata remunerazione durante la sua specializzazione (1981-1984), a causa della tardiva attuazione di una direttiva comunitaria. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione, conformandosi a recenti sentenze della Corte di Giustizia UE e delle proprie Sezioni Unite, ha stabilito un principio chiave: il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi spetta anche a chi ha iniziato il corso prima del 1983, ma limitatamente al periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova decisione basata su tale principio.
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Onere della prova: quando il ricorso è inammissibile
Una società cooperativa agricola viene condannata a rimborsare le spese per un impianto di trattamento acque realizzato dalla società affittuaria. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, sottolineando il mancato rispetto dell'onere della prova: la ricorrente non ha allegato né localizzato correttamente gli atti processuali essenziali per valutare i motivi di impugnazione. La decisione evidenzia l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso.
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