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Art. 117 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 117 Codice Penale

Falso in atto pubblico: la copia basta senza avere l’originale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per concorso nel delitto di falso in atto pubblico commesso da un pubblico ufficiale. La difesa contestava la mancata acquisizione dell'originale del documento contraffatto, sostenendo che tale reperimento costituisse prova decisiva per ribaltare l'esito del processo. I giudici hanno respinto la tesi: l'originale non è indispensabile quando i rilievi tecnici sulla copia e le testimonianze raccolte dimostrano già in modo logico e coerente la falsificazione. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le richieste tardive di particolare tenuità del fatto e la memoria difensiva depositata fuori termine, condannando il ricorrente alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Bancarotta fraudolenta: condanna confermata e stop prescrizione
La Corte d'Appello confermava la condanna nei confronti dell'imputata per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, assolvendola solo per una quota di distrazione da 750.000 euro e rideterminando la pena. L'imputata proponeva ricorso per Cassazione deducendo l'estinzione dell'illecito per decorso del tempo e contestando la valutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il calcolo della prescrizione effettuato dalla difesa ometteva duecento sessantasette giorni di sospensione, derivanti dall'astensione degli avvocati e dal blocco processuale per la pandemia da COVID-19. I giudici hanno inoltre ribadito l'impossibilità di riesaminare i fatti storici in sede di legittimità, confermando la condanna e sanzionando la ricorrente con tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati contro una condanna d'appello che aveva ribaltato un'assoluzione per particolare tenuità del fatto. La Corte ribadisce che il ricorso di legittimità non può comportare una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge, confermando la decisione dei giudici di merito sulla gravità della condotta che escludeva l'applicazione dell'art. 131-bis c.p.
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Appello tardivo: quando è inammissibile e le conseguenze
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato una decisione di inammissibilità per un appello tardivo. Viene stabilito un principio fondamentale: se l'impugnazione è presentata oltre i termini di legge, il giudice non può esaminare nel merito la questione, inclusa l'eventuale prescrizione del reato, poiché la tardività dell'atto impedisce la valida instaurazione del giudizio di secondo grado.
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Concorso in spaccio: la Cassazione e la complicità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per concorso in spaccio di stupefacenti e furto aggravato. L'ordinanza sottolinea che il ricorso non può limitarsi a una rilettura dei fatti già valutati dai giudici di merito, ma deve evidenziare vizi logici o giuridici. Nel caso di specie, la complicità nello spaccio e nel furto era stata ampiamente provata da intercettazioni e tracciamenti GPS, giustificando la condanna.
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Prescrizione bancarotta: la Cassazione annulla condanna
Due soggetti, condannati in Appello per concorso in bancarotta fraudolenta per la distrazione di un immobile, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto i ricorsi non inammissibili, in particolare per quanto riguarda i motivi sull'elemento psicologico del reato. Questa valutazione ha permesso di esaminare la questione della prescrizione bancarotta. Constatato il decorso del termine massimo, la Corte ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando il reato estinto.
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