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Art. 117 Codice Penale — Sezione Sesta Penale

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Altri anni per Art. 117 Codice Penale

Peculato d’uso: quando il passeggero non è complice
Un Sindaco e il suo autista sono stati condannati per peculato d'uso per aver utilizzato l'auto di servizio per scopi personali. La compagna del Sindaco, che aveva beneficiato di un unico passaggio, era stata assolta per la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne del Sindaco e dell'autista, dichiarando i loro ricorsi inammissibili. Ha però annullato la sentenza nei confronti della donna, assolvendola con formula piena perché il fatto non è stato commesso. La Corte ha chiarito che il semplice beneficiare di un passaggio, senza aver istigato o determinato la condotta illecita del pubblico ufficiale, non integra il concorso nel reato di peculato d'uso.
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Chiamata in correità: la prova debole va annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per peculato e traffico di rifiuti, evidenziando un errore metodologico nella valutazione della prova. Il caso verteva sulla chiamata in correità di un co-imputato, considerata 'debole' per via delle sue contraddizioni. La Corte ha stabilito che una prova debole non può essere supportata da riscontri altrettanto deboli o non direttamente pertinenti, come intercettazioni relative a un periodo successivo. L'annullamento con rinvio impone un nuovo esame che rispetti i rigorosi criteri di valutazione probatoria.
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Peculato o truffa: la Cassazione chiarisce
Un tesoriere di banca falsifica mandati di pagamento per appropriarsi di fondi pubblici. La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra peculato o truffa, riqualificando il reato in truffa aggravata perché l'agente non aveva la disponibilità del denaro prima dell'artificio. La decisione porta alla prescrizione parziale dei reati.
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Abuso d’ufficio abrogato: effetti a catena sui reati
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati di corruzione, abuso d'ufficio e traffico di influenze illecite legati a un sistema per facilitare il superamento di esami per abilitazioni marittime. La decisione si fonda sulla recente abrogazione del reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.), che ha determinato, a cascata, l'insussistenza anche del reato di traffico di influenze, poiché la mediazione illecita era finalizzata a compiere atti di abuso d'ufficio, non più penalmente rilevanti. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena in relazione ai reati residui.
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Corruzione propria: prescrizione e confisca del prezzo
La Corte di Cassazione ha annullato per intervenuta prescrizione le condanne per corruzione propria a carico di tre imputati. La sentenza è rilevante perché, pur dichiarando l'estinzione dei reati, chiarisce importanti principi di diritto. In particolare, ha riqualificato una delle condotte corruttive e ha annullato la confisca di una somma di denaro, stabilendo che non si può confiscare al corruttore il "prezzo" del reato se questo è stato versato a un terzo e non è entrato nel suo patrimonio.
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