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Art. 1165 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1165 Codice Civile

Rinuncia tacita all’usucapione: comprare quote cancella il diritto
Un comproprietario ha richiesto al giudice di dichiarare l'acquisto esclusivo per usucapione di un terreno e di un fabbricato rurale. Tuttavia, prima di avviare il giudizio, lo stesso soggetto aveva acquistato tramite rogito notarile alcune quote dello stesso bene da altri comproprietari. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che la compravendita delle quote costituisce un pieno riconoscimento del diritto di proprietà altrui e determina una rinuncia tacita all'usucapione maturata. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente questo orientamento, dichiarando il ricorso inammissibile. L'acquisto delle quote dimostra la consapevolezza di non essere unico proprietario, cancellando ogni pretesa di acquisto a titolo originario sull'intero immobile.
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Usucapione Immobile: Ricorso Inammissibile, Niente Proprietà
Un individuo ha chiesto al giudice di riconoscere l'acquisto per usucapione di un immobile, ma la sua domanda è stata respinta in appello. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici non avessero calcolato correttamente il periodo di ventennio per l'usucapione e avessero applicato in modo errato la sospensione della prescrizione tra coniugi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che i motivi presentati miravano a un riesame dei fatti e delle prove, compito non suo, e che le contestazioni sulla sospensione della prescrizione erano troppo generiche. Il Ricorrente ha perso e deve pagare le spese legali.
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Usucapione di Cantina: Tentativo di Acquisto Non Interrompe il Possesso
Due proprietari hanno citato in giudizio un occupante per rivendicare una cantina e chiedere il risarcimento. L'occupante ha chiesto l'accertamento dell'usucapione di cantina. Il Tribunale ha dato ragione ai proprietari, ma la Corte d'Appello ha riconosciuto l'usucapione a favore dell'occupante. I proprietari hanno proposto ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando l'acquisto per usucapione. Ha stabilito che il tentativo dell'occupante di formalizzare il trasferimento della proprietà non costituiva un riconoscimento del diritto altrui idoneo a interrompere l'usucapione.
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Usucapione abbreviata e acquisto: la Cassazione fissa l’udienza
Alcuni acquirenti compravano un terreno e un rustico da soggetti dichiaratisi proprietari esclusivi per possesso prolungato. I comproprietari esclusi avviavano un'azione legale per far riconoscere la comproprietà del bene. La Cassazione in precedenza valorizzava il possesso decennale per valutare l'usucapione abbreviata. I comproprietari originari hanno quindi proposto ricorso per revocazione, segnalando un errore di fatto decisivo: un precedente atto giudiziario aveva interrotto il decorso del tempo decennale ed era assente la buona fede iniziale. La Suprema Corte ha ritenuto non manifestamente inammissibile il ricorso e ha rimesso la causa alla pubblica udienza.
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Usucapione di terreni: la rinuncia spegne la battaglia legale
Il caso riguarda una controversia sulla proprietà di alcuni terreni. Il Richiedente ha proposto una domanda riconvenzionale per ottenere l'accertamento dell'avvenuta usucapione di terreni, sostenendo di averli posseduti in modo continuo fin dagli anni '80. I giudici di merito hanno rigettato la richiesta, ritenendo che il possesso fosse stato interrotto dai contrasti insorti sui confini. Il Richiedente ha quindi proposto ricorso in Cassazione, contestando l'errata applicazione delle norme sull'interruzione del possesso, che richiederebbero uno spossessamento di almeno un anno. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, il Richiedente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, lasciando ferma la decisione di appello sfavorevole al ricorrente.
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