Due acquirenti affidano un veicolo al venditore per riparazioni. Il venditore tenta un rimborso con un assegno a vuoto da dodicimila euro, ma trattiene il mezzo e continua a prometterne la restituzione, mentre i proprietari ricevono i pedaggi autostradali non pagati. Nel marzo 2018 il venditore interrompe ogni contatto rendendosi irreperibile. I proprietari sporgono querela per appropriazione indebita. L'imputato contesta la tempestività della querela e invoca la prescrizione, sostenendo che il reato si era consumato prima. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso: l'appropriazione indebita si consuma solo quando l'agente manifesta inequivocabilmente di voler fare proprio il bene diventando irreperibile. Da quel momento decorre il termine per querelare. Inoltre, la sospensione della prescrizione prevista dalla legge applicabile al tempo salva il reato. La condanna resta definitiva.
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