Un gruppo di utenti ha richiesto il risarcimento dei danni per un'improvvisa interruzione linea telefonica durata due settimane. Sebbene il primo giudice avesse accolto la domanda, il Tribunale ha ribaltato la decisione: gli utenti non avevano dimostrato di essere i reali titolari dei contratti telefonici, non bastando il semplice possesso della scheda SIM. La Corte di Cassazione ha confermato questo principio, stabilendo che possedere la SIM non equivale a essere proprietari del contratto. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dei consumatori limitatamente al calcolo delle spese legali, che erano state liquidate dal giudice d'appello applicando tariffe ormai superate. La causa è stata quindi rinviata al Tribunale per ricalcolare correttamente le spese di giudizio.
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