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Art. 1153 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1153 Codice Civile

Accertamento sintetico: onere della prova e cavalli
Un contribuente contesta un accertamento sintetico basato sul possesso di quattro cavalli, sostenendo di averli venduti prima degli anni d'imposta. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che, una volta ammesso il possesso precedente, l'onere della prova della cessione ricade sul contribuente. Delle semplici autocertificazioni prodotte anni dopo non sono state ritenute prova sufficiente.
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Ripetizione d’indebito: quando si ha diritto al rimborso
Un condominio ha pagato una cospicua somma a una società di servizi energetici senza un contratto sottostante. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del condominio al rimborso totale tramite l'azione di ripetizione d'indebito, stabilendo che gli unici requisiti sono la prova del pagamento e l'assenza di una giustificazione legale. La buona fede della società che ha ricevuto il denaro è stata giudicata irrilevante.
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Sequestro preventivo: la prova della buona fede del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su un'autovettura, di proprietà di un terzo, ritenuta bene distratto dal patrimonio di una società fallita. La Corte ha stabilito che spetta al terzo acquirente fornire una prova rigorosa della propria buona fede e della legittimità dell'acquisto. La semplice presentazione di documenti non tradotti e la presenza di circostanze sospette (come dati assicurativi falsi) sono sufficienti a invalidare la presunzione di buona fede e a giustificare il mantenimento del sequestro preventivo.
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Acquisto in buona fede: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che riconosceva la proprietà di due dipinti a un acquirente, nonostante la loro provenienza illecita. La sentenza ribadisce i criteri per l'acquisto in buona fede di beni mobili, sottolineando come la valutazione della diligenza dell'acquirente sia un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. La presenza di un intermediario esperto, il pagamento di un prezzo congruo e la notorietà delle opere sono stati considerati elementi sufficienti a escludere la colpa grave dell'acquirente.
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Domanda nuova in appello e acquisto immobiliare
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un acquirente di un lastrico solare. La sua richiesta di accertamento della proprietà, basata su un acquisto 'a non domino', è stata considerata una domanda nuova in appello e quindi inammissibile, poiché non era stata formalmente avanzata nel primo grado di giudizio. La Corte ha ribadito che l'istituto dell'acquisto 'a non domino' in buona fede si applica solo ai beni mobili e non a quelli immobili.
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Azione petitoria: quando interrompe l’usucapione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azione petitoria, intentata dal convenuto in un giudizio possessorio, pur essendo proceduralmente inammissibile ai sensi dell'art. 705 c.p.c., è comunque idonea a interrompere il termine per l'usucapione. La Corte ha chiarito che il rischio del maturare dell'usucapione non costituisce quel "danno grave e irreparabile" che, secondo la Corte Costituzionale, consentirebbe di derogare al divieto di cumulo tra giudizio possessorio e petitorio. Di conseguenza, l'azione è stata rigettata e la parte ricorrente condannata alle spese, in quanto la sua domanda, sebbene efficace sul piano sostanziale, era proceduralmente superflua e inammissibile.
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Azione revocatoria: la prova del terzo acquirente
La Corte di Cassazione esamina un caso di azione revocatoria su una vendita immobiliare stipulata tramite un contratto preliminare per persona da nominare. La venditrice, gravata da debiti, aveva promesso in vendita al marito la propria quota di un immobile, il quale ha poi nominato una terza persona come acquirente definitivo. La Corte chiarisce i criteri per valutare la consapevolezza del pregiudizio ai creditori da parte del terzo acquirente, soprattutto quando il credito sorge dopo il preliminare ma prima del rogito, annullando la decisione d'appello e specificando la corretta sequenza di valutazione degli stati soggettivi delle parti coinvolte.
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Possesso vale titolo: auto estera è bene mobile
Una società acquista un'auto di provenienza estera e ne ottiene il possesso in buona fede. Un'altra società rivendica la proprietà sulla base di un acquisto successivo. La Cassazione chiarisce che se l'auto non è ancora iscritta al P.R.A. italiano, si applica la regola del "possesso vale titolo" propria dei beni mobili semplici. Di conseguenza, chi ha ottenuto per primo il possesso in buona fede ne è il legittimo proprietario, a prescindere dalla registrazione estera del veicolo, che ha finalità di sola circolazione.
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