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Art. 115 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 115 Codice Civile

Demansionamento infermieri: mansioni extra senza risarcimento
Un gruppo di dipendenti sanitari ha citato in giudizio l'Azienda ospedaliera di appartenenza lamentando un presunto demansionamento infermieri. A causa della carenza di personale ausiliario, i lavoratori erano stati adibiti a mansioni inferiori, chiedendo il risarcimento del danno alla professionalità. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo le mansioni inferiori giustificate da esigenze organizzative e rilevando la totale assenza di prove sul danno subito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei lavoratori. I giudici hanno chiarito che il risarcimento non è automatico e richiede la prova concreta del pregiudizio alla dignità professionale. Poiché i ricorrenti non hanno contestato specificamente la mancanza di prove sul danno, limitandosi a censurare solo l'assegnazione delle mansioni, il ricorso è stato definitivamente respinto.
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Trasferimento di azienda: onere della prova e crediti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19776/2024, ha esaminato un caso di trasferimento di azienda, confermando che spetta al nuovo datore di lavoro l'onere della prova riguardo l'adeguatezza della retribuzione corrisposta al lavoratore. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del datore, che mirava a un riesame dei fatti già accertati in due gradi di giudizio, e ha ribadito i limiti del sindacato di legittimità, confermando la condanna al pagamento di differenze retributive determinate in via equitativa dal giudice di merito.
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Anzianità pre-ruolo: no a discriminazioni per i precari
Un gruppo di dipendenti pubblici, assunti a tempo indeterminato dopo anni di precariato, ha contestato il mancato riconoscimento dell'anzianità pre-ruolo ai fini delle progressioni economiche. La Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta, giustificando la disparità di trattamento. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per decidere se tale esclusione violi il principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea.
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Retribuzione dirigente: ricorso inammissibile
Un dirigente ha citato in giudizio la propria azienda per una decurtazione della retribuzione e per il mancato pagamento di incentivi. Dopo la sconfitta in primo grado e in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è possibile chiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità e che gli errori procedurali devono causare un pregiudizio concreto al diritto di difesa per essere rilevanti. La questione centrale riguarda la corretta impostazione del ricorso sulla retribuzione dirigente.
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Scorrimento graduatoria: no diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, senza una specifica autorizzazione per tutte le posizioni messe a bando, non sorge un diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, poiché i candidati non avevano ancora maturato un diritto quesito.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
Una società di trasporti ha contestato l'inclusione di varie indennità accessorie nel calcolo della retribuzione feriale dei propri dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto europeo, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutte le voci retributive intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, per non disincentivare il godimento del riposo annuale. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Atti procedimento penale: validi nel disciplinare
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli atti di un procedimento penale possono essere legittimamente utilizzati da un datore di lavoro pubblico per fondare un licenziamento disciplinare. È sufficiente il rinvio a tali atti, senza la necessità di riprovare da capo ogni singolo fatto. La sentenza chiarisce che il giudice del lavoro ha il dovere di valutare tali documenti come prova, anche in via presuntiva, ribaltando la decisione della Corte d'Appello che aveva annullato il licenziamento per presunto mancato assolvimento dell'onere della prova da parte dell'azienda.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella esattoriale presso la sede legale di una società è da considerarsi valida se l'atto viene consegnato a una persona che si qualifichi come "impiegata incaricata al ritiro". Spetta alla società destinataria l'onere di fornire la prova rigorosa che tale persona non avesse alcun rapporto con l'azienda. In mancanza di tale prova, l'opposizione alla cartella è inammissibile perché tardiva. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando la validità della notifica e la presunzione legale ad essa collegata.
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Rimborso iscrizione albo: no per biologi pubblici
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'Azienda Sanitaria Locale non è tenuta a rimborsare le spese di iscrizione all'albo professionale a una propria dirigente biologa, anche se operante in regime di esclusività. Secondo la Corte, l'iscrizione è un requisito essenziale per l'esercizio della professione in sé, e non una spesa sostenuta nel solo interesse del datore di lavoro pubblico. La sentenza ribalta le decisioni dei gradi di merito che avevano invece concesso il rimborso.
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