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Art. 1139 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1139 Codice Civile

Obbligazione parziaria condominio: patto valido
Un'impresa edile ha agito contro un condominio per il saldo di lavori di ristrutturazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che una clausola contrattuale che prevede un'obbligazione parziaria condominio è valida. Tale clausola obbligava l'impresa ad agire direttamente ed esclusivamente contro i singoli condomini morosi, escludendo la responsabilità solidale del condominio. La decisione si fonda sul principio dell'autonomia negoziale delle parti.
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Sopraelevazione in condominio: limiti e differenze
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18036/2024, ha chiarito la distinzione fondamentale tra la modifica delle parti comuni e la vera e propria sopraelevazione in condominio. Il caso riguardava la realizzazione di abbaini e un lucernario sul tetto da parte del proprietario dell'ultimo piano. La Corte ha stabilito che tali opere, se comportano l'appropriazione di parti comuni come il tetto, non rientrano nel diritto di sopraelevazione ma costituiscono un'innovazione vietata. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questa distinzione e sulla verifica della sicurezza statica dell'edificio.
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Nullità delibera condominiale: quando è valida?
Un condomino si opponeva a un decreto ingiuntivo per spese condominiali, sostenendo la nullità della delibera condominiale di approvazione per violazione dei criteri di ripartizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'approvazione di nuove tabelle millesimali non richiede l'unanimità ma solo una maggioranza qualificata. Di conseguenza, un'eventuale approvazione con una maggioranza errata non costituisce una nullità rilevabile d'ufficio dal giudice, ma al massimo un vizio di annullabilità da impugnare nei termini di legge.
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Trasformazione tetto in terrazzo: quando è lecita?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 917/2024, chiarisce i limiti della trasformazione del tetto in terrazzo a uso esclusivo. Il caso riguarda la richiesta di risarcimento danni da parte di acquirenti di un immobile per opere non autorizzate (terrazzi) e infiltrazioni. La Corte distingue tra 'innovazione' (art. 1120 c.c.), che richiede autorizzazione, e 'modificazione' per un uso più intenso della cosa comune (art. 1102 c.c.). La trasformazione è lecita se non altera la funzione di copertura del tetto e non impedisce il pari uso agli altri condomini. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questi principi e ha ribadito la responsabilità oggettiva del condominio per i danni da infiltrazioni.
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