LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1138 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1138 Codice Civile

Attività artigianale in condominio: le limitazioni uso proprietà esclusiva condominio richiedono trascrizione
Un proprietario di un locale in condominio svolgeva attività di pasticceria, violando il regolamento che poneva `limitazioni uso proprietà esclusiva condominio` per attività artigianali. I condomini chiedevano la cessazione dell'attività e la rimozione delle opere. La Corte di Cassazione ha stabilito che le clausole di un regolamento condominiale che limitano l'uso delle proprietà individuali sono "servitù reciproche". Per essere valide e opponibili ai terzi acquirenti, tali clausole devono essere specificamente trascritte nei registri immobiliari o riprodotte integralmente nell'atto di acquisto, non bastando un generico rinvio al regolamento. La sentenza precedente è stata cassata per un nuovo esame della questione.
Continua »
Revisione tabelle millesimali: vince la forma scritta sulla prassi
Una società condomina impugna la delibera assembleare che ripartisce le spese condominiali in violazione della tabella originaria allegata al regolamento. Il condominio difende la decisione sostenendo che una prassi pluridecennale ha introdotto nuovi criteri per comportamenti concludenti dopo alcuni ampliamenti dell'immobile. I giudici di merito respingono l'impugnazione, ritenendo valida la consuetudine applicata negli anni. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso della condomina. La Suprema Corte stabilisce che l'approvazione e la revisione tabelle millesimali richiedono necessariamente la forma scritta a pena di nullità. Una semplice prassi assembleare difforme non può modificare le quote millesimali vigenti, rendendo invalide le ripartizioni non formalizzate per iscritto.
Continua »
Opponibilità regolamento condominiale: vince chi acquista prima
Un condomino ha acquistato un immobile derivante da un'originaria permuta di un terreno con un appartamento da costruire. In seguito, il costruttore ha redatto un regolamento che riservava l'uso esclusivo del giardino ad altri condomini, allegandolo agli atti solo dopo la consegna del primo appartamento. I vicini hanno preteso l'uso esclusivo dello spazio verde. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opponibilità regolamento condominiale non sussiste nei confronti di chi ha acquistato prima della sua stesura. Il regolamento predisposto dal costruttore non vincola i precedenti acquirenti senza una loro espressa adesione scritta e successiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del proprietario, cassando la sentenza d'appello e rinviando la decisione ai giudici di merito.
Continua »
Condominialità lastrico solare: il tetto è di tutti, non solo dei piani alti
Un Condominio ha contestato una delibera che escludeva i proprietari di locali commerciali dal rimborso per l'installazione di un'antenna sul tetto. I proprietari sostenevano la Condominialità lastrico solare, rivendicando il diritto ai proventi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il lastrico solare è parte comune per tutti i condomini, inclusi i proprietari di negozi, se non esiste un 'titolo contrario' (atto di acquisto originario) che ne escluda chiaramente la comunione. Un semplice regolamento condominiale non basta a superare questa presunzione. Il ricorso del Condominio è stato rigettato.
Continua »
Regolamento di supercondominio e vincoli sulle facciate
Una società immobiliare cita in giudizio due proprietari per ottenere la rimozione di una loggia-balcone abusiva. L'attrice invoca un vincolo di servitù reciproca derivante dal regolamento di supercondominio, il quale proibisce qualsiasi intervento edilizio modificativo nel complesso residenziale. I convenuti eccepiscono la mancata menzione del divieto nel proprio atto di acquisto e l'estraneità della società. La Corte d'Appello nega l'efficacia del vincolo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, sancendo che le limitazioni sulle proprietà individuali vincolano senza limiti di tempo tutti i successivi aventi causa se il regolamento contrattuale è richiamato nel rogito o trascritto nei registri immobiliari.
Continua »
Riscaldamento centralizzato condominiale: paga il fabbricato
Una societa fornitrice di carburante ottiene un decreto ingiuntivo contro un fabbricato per il mancato pagamento del riscaldamento centralizzato condominiale. Il giudice d'appello annulla la condanna del fabbricato, ritenendo che il contratto fosse stato stipulato direttamente dai singoli utenti e inquilini come gruppo autonomo e non dall'ente condominiale. La societa fornitrice propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte accoglie la tesi della societa, chiarificando che la legge permette espressamente agli inquilini di partecipare alle assemblee per le spese di riscaldamento senza trasformare la riunione in un gruppo privato separato. Le norme sull'amministrazione delle parti comuni sono rigide e inderogabili. Di conseguenza, l'assemblea che affida la fornitura vincola direttamente l'ente condominiale. La Cassazione annulla la sentenza d'appello e rinvia la causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Assegnazione posti auto in condominio: negozianti esclusi vincono
Il proprietario di un locale commerciale ha impugnato le delibere con cui l'assemblea condominiale assegnava in via esclusiva e nominativa i parcheggi nel cortile comune ai soli proprietari degli appartamenti, escludendo i locali commerciali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario, stabilendo che l'assegnazione posti auto in condominio non può avvenire in via esclusiva e indefinita a favore di alcuni condòmini escludendone altri, a meno che non vi sia il consenso unanime di tutti i partecipanti. Una delibera a maggioranza o un regolamento assembleare che escluda alcuni proprietari viola il diritto all'uso paritario delle cose comuni e rischia di favorire l'usucapione delle aree. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Clausola compromissoria condominio: stop alle cause in tribunale
Un condomino ha impugnato la delibera dell'assemblea che ripartiva le spese di rifacimento della fogna in base alle singole unità abitative, anziché secondo i millesimi. Il Condominio ha eccepito la presenza di una clausola compromissoria condominio nel regolamento, che devolveva le liti a un collegio arbitrale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del condomino, confermando che la clausola di arbitrato irrituale per l'interpretazione del regolamento copre anche le controversie sulle delibere assembleari riguardanti la ripartizione delle spese comuni. Di conseguenza, il condomino ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese legali.
Continua »
Regolamento condominiale: lavori vietati anche se approvati
Un condomino ha impugnato per revocazione una precedente ordinanza della Cassazione. Il caso originario riguardava la contestazione da parte del Condominio di alcuni lavori di recupero di un sottotetto eseguiti dal condomino. Il Condominio riteneva che tali opere violassero il regolamento condominiale contrattuale, che vietava modifiche esterne. La Cassazione aveva precedentemente accolto il ricorso del Condominio, stabilendo che una delibera assembleare successiva non potesse modificare o interpretare il regolamento condominiale senza il consenso unanime. Il condomino ha quindi chiesto la revocazione denunciando un errore di fatto dei giudici. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che gli errori contestati non erano decisivi e non incidevano sulla corretta interpretazione delle regole condominiali. Vince il Condominio.
Continua »
Modifica tabelle millesimali: vince l’unanimità
Un condominio ha modificato a maggioranza le tabelle millesimali per addebitare le spese di androne, scale e ascensore anche ai proprietari dei piani terra, precedentemente esentati da un regolamento contrattuale. Alcuni condomini hanno impugnato la delibera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del condominio, confermando la nullità della delibera. I giudici hanno stabilito che la modifica tabelle millesimali richiede l'unanimità dei consensi quando le tabelle originarie derogano ai criteri legali di ripartizione delle spese. Poiché l'esenzione originaria favoriva i piani terra in deroga alla legge, la variazione non poteva essere decisa a maggioranza, ma richiedeva l'accordo di tutti i partecipanti al condominio. Il condominio perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Ripartizione spese condominiali: esonero per i garage autonomi
Il Condominio ha richiesto il pagamento di spese straordinarie per scale, androne e impianto idraulico a due comproprietari di un garage con accesso autonomo dalla strada. I proprietari si sono opposti, invocando la tabella del regolamento contrattuale che li esonerava dalle spese di scale e androne, e chiedendo la loro quota di affitto della portineria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, stabilendo che la ripartizione spese condominiali non può essere modificata a maggioranza dall'assemblea se esiste un regolamento contrattuale che prevede esoneri specifici. Inoltre, l'alloggio del portiere è stato confermato come bene comune. Il ricorso del Condominio è stato rigettato, confermando la vittoria dei proprietari del garage.
Continua »
Regolamento condominiale e competenza territoriale: foro scelto
Due condomini impugnano una delibera assembleare del proprio condominio contestando la ripartizione delle spese. Il Tribunale e la Corte d'Appello dichiarano la propria incompetenza territoriale a favore del tribunale del luogo in cui si trova l'immobile, ignorando la clausola del regolamento condominiale che stabiliva la competenza esclusiva del tribunale di Milano per ogni lite relativa al regolamento stesso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei condomini. I giudici chiariscono che il foro speciale delle cause condominiali è derogabile. Pertanto, la clausola che individua un foro convenzionale prevale sul criterio del luogo in cui si trova l'immobile. La Suprema Corte sancisce che la clausola si applica anche all'impugnazione delle delibere sulle spese. Di conseguenza, la Cassazione annulla la sentenza e rinvia la causa alla Corte d'Appello per la decisione sul merito.
Continua »