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Art. 1135 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 1135 Codice Civile

Lastrico solare: chi paga per le infiltrazioni?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità concorrente tra il proprietario del lastrico solare e il condominio per i danni da infiltrazioni subiti dall'appartamento sottostante. La decisione ribadisce che il proprietario esclusivo risponde come custode del bene ai sensi dell'art. 2051 c.c., mentre il condominio risponde per l'omessa manutenzione delle parti strutturali. In assenza di prova del caso fortuito, il risarcimento deve essere ripartito secondo il criterio di un terzo a carico del proprietario e due terzi a carico del condominio.
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Delibera condominiale: i limiti del potere assembleare
Un condomino ha impugnato una delibera condominiale che modificava l'uso di un'area comune e approvava una proposta di transazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che formalizzare l'uso tecnico di un locale, interrompendo un utilizzo di fatto non autorizzato, non costituisce una modifica della destinazione d'uso e rientra nei poteri dell'assemblea, così come la gestione delle spese comuni tramite transazioni.
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Responsabilità condominio: l’appalto non esonera
Una recente ordinanza della Cassazione ha chiarito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni provenienti dal lastrico solare non viene meno per il solo fatto di aver affidato i lavori di riparazione a un'impresa. Il condominio, in qualità di custode, rimane responsabile a meno che non provi che il danno sia stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile (caso fortuito) riconducibile alla condotta dell'appaltatore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva esonerato il condominio, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Responsabilità terrazzo: chi paga i danni da infiltrazioni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29916/2023, ha affrontato un caso di danni da infiltrazioni provenienti da un terrazzo ad uso esclusivo con funzione di copertura. La Corte ha confermato la responsabilità solidale tra il proprietario esclusivo del terrazzo, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., e il Condominio, per l'omessa manutenzione delle parti comuni. L'ordinanza chiarisce che la delibera di esecuzione dei lavori, se non attuata prima dell'azione legale, non esclude la condanna alle spese per il principio di soccombenza virtuale. Di conseguenza, la responsabilità terrazzo per i danni è condivisa.
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Modifica tabelle millesimali: quando serve l’unanimità
Una società ha impugnato una delibera condominiale che, a maggioranza, aveva modificato le tabelle millesimali di natura contrattuale. I giudici di merito avevano rigettato la domanda ritenendola tardiva. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la modifica tabelle millesimali che non si limita a correggere errori ma introduce nuovi criteri di ripartizione, derogando a quelli legali o contrattuali, richiede l'unanimità. Una delibera assunta a maggioranza in questi casi è affetta da nullità, vizio che può essere fatto valere senza limiti di tempo.
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Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
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Nullità delibera condominiale: il caso del geometra
Una condomina impugna con successo le delibere per lavori di ristrutturazione della facciata, inclusi i balconi privati. La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità della delibera condominiale perché i lavori, implicando l'uso di cemento armato, erano stati progettati e affidati a un geometra, figura professionalmente non competente per tali opere. La sentenza sottolinea come la violazione di norme imperative a tutela della sicurezza pubblica renda l'oggetto della delibera illecito, causandone la nullità radicale e non una semplice annullabilità.
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