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Art. 1122 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1122 Codice Civile

Decoro architettonico: il bar perde la tenda sulla facciata
Una società che gestisce un bar installa una grande tenda ancorata alla facciata di un condominio e fissata al suolo su tre lati. Il Condominio agisce in giudizio chiedendone la rimozione per lesione del decoro architettonico. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello ordinano la rimozione della struttura. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società, confermando che l'opera altera l'armonia estetica dell'edificio. I giudici chiariscono che per tutelare il decoro architettonico non occorre un particolare pregio artistico dello stabile, né rileva che vi siano già state precedenti alterazioni. Inoltre, il danno economico è ritenuto insito nella menomazione estetica stessa. Di conseguenza, la società deve rimuovere definitivamente la tenda e pagare le spese processuali.
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Veranda e decoro architettonico: demolizione anche senza abuso
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una veranda costruita sul terrazzo di un edificio. La decisione non si basa tanto sull'occupazione di una piccola parte di suolo comune, quanto sulla grave alterazione del decoro architettonico. Secondo i giudici, il manufatto, realizzato con materiali e colori (verde) in forte contrasto con lo stile del palazzo, creava una disarmonia estetica evidente. Viene così stabilito che qualsiasi intervento che pregiudica l'aspetto originario dell'edificio è illecito e deve essere rimosso, anche se l'immobile non possiede un particolare pregio artistico. Le proprietarie della veranda perdono la causa e devono demolire l'opera a proprie spese.
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Decoro architettonico: stop alla veranda abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di una veranda di circa 30 mq realizzata su una terrazza privata, ordinandone la demolizione per lesione del decoro architettonico. I giudici hanno chiarito che il regolamento condominiale di natura contrattuale può imporre limiti più severi della legge, vietando varianti che alterino l'estetica del complesso. La Suprema Corte ha inoltre precisato che l'aggiornamento delle tabelle millesimali non costituisce una sanatoria per le opere abusive né una modifica tacita del regolamento, richiedendo quest'ultima un consenso unanime e formale dei condomini.
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Distanze tra costruzioni in condominio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le norme sulle distanze tra costruzioni si applicano anche all'interno dei condomini, regolando i rapporti tra le proprietà esclusive. Nel caso specifico, una struttura, inizialmente definita 'serra bioclimatica', è stata classificata come una vera costruzione e, pertanto, condannata alla demolizione per violazione delle distanze legali dalla proprietà vicina. La Corte ha rigettato i tentativi di applicare deroghe o le norme sull'uso delle parti comuni, confermando un principio consolidato in materia immobiliare.
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