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Art. 1117-bis Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1117-bis Codice Civile

Supercondominio: quando esiste tra due edifici?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esistenza di un supercondominio non è esclusa da una precedente sentenza che ha ordinato la demolizione di un'opera per violazione delle distanze legali. La Corte ha confermato che un supercondominio si costituisce non solo per la presenza di beni materiali in comune, ma anche sulla base di atti come il regolamento condominiale e delibere assembleari non impugnate che disciplinano la gestione di parti e servizi condivisi tra più edifici.
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Supercondominio: la Cassazione chiarisce i criteri
In una disputa sulla proprietà di un androne e un cortile, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato i beni in comproprietà. L'ordinanza stabilisce che per configurare un supercondominio, non basta l'attuale utilità funzionale dei beni a più edifici. È necessario accertare che tale legame di accessorietà esistesse fin dall'origine, ovvero dal momento in cui un'unica proprietà è stata frazionata. La mera utilità attuale, come fornire luce e aria, non è sufficiente a far scattare la presunzione di bene comune. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questi principi.
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Supercondominio: quando si applica e i requisiti
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di supercondominio. Analizzando il caso di due proprietari di una villetta che utilizzavano una strada di accesso di proprietà esclusiva di un condominio adiacente, la Corte ha annullato la decisione d'appello che aveva configurato un supercondominio. È stato chiarito che, per l'esistenza di un tale istituto, non è sufficiente la mera fruizione condivisa di un bene o servizio, ma è indispensabile la contitolarità, ovvero la proprietà comune del bene stesso, ai sensi dell'art. 1117 del codice civile.
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Presunzione di condominialità: la Cassazione decide
In una disputa sulla proprietà di aree esterne in un condominio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che le aveva attribuite in via esclusiva a un solo condomino. La Suprema Corte ha ribadito che la presunzione di condominialità di tali aree, come cortili e parcheggi, può essere superata solo da un titolo contrario chiaro e inequivoco, presente nell'atto originario che ha dato vita al condominio, e non da interpretazioni deduttive basate sul silenzio o su clausole ambigue di atti di vendita successivi.
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Impugnazione delibera supercondominio: chi può agire?
Un singolo condomino ha impugnato una delibera dell'assemblea dei rappresentanti di un supercondominio. La Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso nel caso specifico, ha corretto la motivazione dei giudici di merito. Ha stabilito un principio fondamentale sull'impugnazione delibera supercondominio: ogni condomino ha il diritto di impugnare, a condizione che il rappresentante del proprio condominio sia risultato assente, dissenziente o astenuto. Nel caso in esame, il ricorso è stato respinto perché il rappresentante aveva votato a favore della delibera.
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Responsabilità del notaio: limiti e oneri di verifica
Un acquirente ha citato in giudizio un notaio per presunta negligenza nella stipula di un atto di compravendita immobiliare, contestando sia il prezzo di vendita, ritenuto superiore ai limiti dell'edilizia convenzionata, sia la gestione delle parti comuni condominiali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, delineando i confini della responsabilità del notaio. Ha stabilito che il notaio non è tenuto a verificare il rispetto di un prezzo medio ponderato su un intero complesso edilizio e che il suo dovere di controllo non si estende a indagini di fatto complesse sulle parti comuni. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibili parte delle censure perché il ricorrente non aveva impugnato tutte le autonome motivazioni (rationes decidendi) della sentenza d'appello.
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Spese comuni: differenze tra comunione e condominio
Una proprietaria ha contestato il pagamento di spese comuni, sostenendo che l'area condivisa fosse una semplice comunione e non un condominio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le norme condominiali possono applicarsi anche a una comunione d'uso (condominio orizzontale) e che le tabelle di ripartizione delle spese, se accettate contrattualmente negli atti di acquisto, sono pienamente valide e vincolanti, prevalendo sui criteri legali generali.
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Delibera supercondominio: annullabilità, non nullità
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla validità della delibera supercondominio. In un caso riguardante la mancata nomina del rappresentante di un edificio in un supercondominio con più di 60 partecipanti, la Suprema Corte ha stabilito che tale vizio procedurale non comporta la nullità della delibera, bensì la sua semplice annullabilità. La decisione ribalta i giudizi di merito e specifica che la sanzione per la mancata nomina è il ricorso all'autorità giudiziaria per la designazione, non l'invalidità assoluta delle decisioni prese. Viene inoltre precisato che un singolo condomino può impugnare la delibera solo se il rappresentante del suo edificio era assente, dissenziente o astenuto.
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