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Art. 1111 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1111 Codice Civile

Conto titoli cointestato: i sub-depositi non escludono i parenti
Due familiari hanno citato in giudizio un parente per accertare la comproprietà di titoli depositati su un conto titoli cointestato. Il parente sosteneva che i titoli fossero di sua esclusiva proprietà perché inseriti in un sub-deposito a lui solo intestato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno invece stabilito che i titoli appartengono a tutti e tre in parti uguali, poiché la suddivisione in sub-depositi ha un valore di mero uso interno per la banca e non cancella la contitolarità del conto principale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando sia il ricorso principale dell'uomo sia quello incidentale delle donne. Di conseguenza, i titoli restano in comproprietà e le donne devono restituire all'uomo solo la quota di un terzo dei titoli già venduti.
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Divisione immobiliare in separazione dei beni: no al blocco
Un marito ha chiesto la divisione giudiziale di un immobile acquistato in comproprietà con la moglie. I coniugi erano sposati in regime di separazione dei beni, ma era in corso tra loro una causa di separazione personale. Il Tribunale ha sospeso il processo di divisione, ritenendo che la fine del matrimonio fosse un presupposto necessario per dividere il bene. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del marito, stabilendo che la pendenza della separazione non blocca la divisione immobiliare in separazione dei beni. Poiché l'immobile ricade nella comunione ordinaria e non in quella legale, non esiste alcun rapporto di pregiudizialità tra le due cause. Di conseguenza, la Suprema Corte ha revocato la sospensione e ordinato la prosecuzione del giudizio di divisione.
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Divisione Giudiziale Parziale: Sì alla divisione del bene sano
La Cassazione affronta il caso di due sorelle comproprietarie di più immobili, uno dei quali abusivo. La Curatela del fallimento di una delle due chiede di dividere solo il bene regolare, ma l'altra si oppone, invocando una precedente sentenza che aveva negato la divisione di tutti i beni. La Corte stabilisce un principio fondamentale: è sempre possibile chiedere la divisione giudiziale parziale, limitata ai soli immobili urbanisticamente in regola. Un precedente rigetto, motivato dall'incommerciabilità di uno dei beni, non impedisce una nuova domanda per dividere esclusivamente i beni 'sani'. La Curatela vince la causa.
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Divisione Immobile Abusivo: Condono senza permesso? Vince la Ex.
Una ex moglie chiede lo scioglimento della comunione di un immobile in comproprietà con l'ex marito. I giudici negano la richiesta a causa di un abuso edilizio non ancora sanato con il rilascio della concessione definitiva. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio chiave sulla divisione immobile abusivo: la presentazione della domanda di condono, accompagnata dalla prova del pagamento delle prime due rate dell'oblazione, è sufficiente per procedere alla divisione. Questo documento, infatti, sostituisce temporaneamente la concessione in sanatoria, rendendo il bene divisibile. La Corte accoglie quindi il ricorso della donna.
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Divisione Immobile con Condono: Abuso Edilizio Non Blocca Eredi
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla divisione immobile con condono. Anche se un fabbricato presenta un abuso edilizio, la sua divisione tra i comproprietari è possibile se è stata presentata una domanda di condono e sono state pagate le relative somme. I giudici di merito avevano bloccato la divisione, ritenendo l'immobile non divisibile a causa dell'irregolarità. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, chiarendo che la prova della presentazione della domanda di sanatoria e del pagamento dell'oblazione è un fatto decisivo che non può essere ignorato. Questo documento, infatti, è sufficiente a superare l'impedimento legale alla divisione, anche prima del rilascio formale della concessione in sanatoria.
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Eredità ceduta all’ex: valido il trasferimento beni personali
Un ex marito rivendicava una quota di immobili ereditata dal padre, ma che era stata assegnata all'ex moglie in un atto di divisione. La Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio chiave sul trasferimento beni personali tra coniugi. Anche se un bene ereditato è personale e non rientra nella comunione legale, il proprietario può validamente cederlo all'altro coniuge negli accordi di separazione. L'atto di divisione che assegnava la 'piena proprietà' all'ex moglie è stato ritenuto decisivo, implicando la volontà dell'ex marito di cedere la sua quota. L'uomo ha quindi perso la causa e la sua pretesa sulla quota di eredità.
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Divisione ereditaria: i termini per il ricorso
La controversia trae origine da una complessa divisione ereditaria immobiliare iniziata nel 1989 tra tre fratelli. Dopo molteplici gradi di giudizio e sentenze parziali, il tribunale ha accertato la non comoda divisibilità del bene, disponendone l'assegnazione congiunta a due eredi con l'obbligo di versare un conguaglio pecuniario al terzo. Quest'ultimo ha impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché notificato oltre il termine breve di sessanta giorni dalla notifica della sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che la notifica effettuata a uno dei difensori è pienamente idonea a far decorrere i tempi per l'impugnazione, rendendo definitivo il riparto stabilito nei gradi precedenti.
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Sospensione del processo: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso contro un'ordinanza di sospensione del processo emessa in un giudizio per indennità di occupazione di un bene comune. Il Tribunale aveva ritenuto che la causa risarcitoria dovesse attendere la definizione del giudizio di divisione pendente in Cassazione. La Suprema Corte ha invece stabilito che la sospensione del processo non è obbligatoria se la causa pregiudicante ha già superato il primo grado di giudizio, trasformandosi in sospensione facoltativa che richiede una specifica motivazione sulla probabilità di riforma della sentenza precedente.
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