LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1108 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1108 Codice Civile

Apertura fori-porta in condominio: la Cassazione annulla e rinvia
Un proprietario (Il Proprietario) ha aperto dei fori-porta in un muro, generando una disputa con un'altra proprietaria (L'Inquilina) sulla natura condominiale dell'edificio e la ripartizione delle spese dell'ascensore. La Corte d'Appello aveva annullato alcune delibere condominiali. La Cassazione, esaminando il ricorso del Proprietario, ha accolto il motivo relativo all'Apertura fori-porta in condominio. Ha stabilito che i giudici di merito non hanno adeguatamente verificato se il muro fosse comune o se esistessero due condomini separati. La Corte ha ribadito che l'apertura di fori-porta è lecita se non altera la destinazione del muro, non pregiudica il pari uso e non danneggia stabilità o decoro. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Cessione di cubatura: il terreno inedificabile resta tale, acquisto consapevole
Una Società Acquirente ha contestato la validità di una vecchia cessione di cubatura del 1982, sostenendo che non tutti i comproprietari avevano dato il loro consenso. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha respinto il ricorso. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la Società Acquirente, al momento dell'acquisto del terreno, aveva esplicitamente accettato il vincolo di inedificabilità già esistente. Pertanto, ha acquistato un lotto già privo di diritti edificatori, rendendo il suo ricorso inammissibile.
Continua »
Regolamento di confini e lite sul possesso: le regole ufficiali
Alcuni proprietari hanno citato in giudizio i vicini per contestare la copertura di un fosso comune e chiedere il regolamento di confini tra i due fondi. I vicini si sono opposti evidenziando la pendenza di una separata causa sul possesso per una recinzione e dimostrando che i lavori al fosso erano stati autorizzati per iscritto. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dichiarato improponibile la domanda sui confini e rigettato le pretese sul fosso. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente le decisioni. Il divieto di avviare un giudizio sulla proprietà mentre è in corso una causa sul possesso impedisce la proposizione del regolamento dei confini. Inoltre, l'autorizzazione scritta rilasciata in precedenza sanava le opere sul fosso. I ricorrenti sono stati definitivamente condannati al pagamento delle spese di lite.
Continua »
Uso della cosa comune: legittimo il divieto di sosta parziale
Alcuni comproprietari hanno impugnato la delibera dell'assemblea che vietava il parcheggio e il transito di veicoli su una specifica porzione mattonata del cortile condiviso. I ricorrenti sostenevano che il divieto alterasse la destinazione del bene e impedisse l'uso della cosa comune. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che disciplinare o limitare parzialmente il parcheggio non costituisce un'innovazione vietata, ma una legittima regolamentazione dell'uso della cosa comune approvabile a maggioranza. Poiché il parcheggio resta consentito nelle altre zone dell'area e la parte mattonata rimane utilizzabile per scopi diversi, non sussiste alcuna violazione dei diritti dei singoli partecipanti. I comproprietari dissenzienti sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
Continua »
Transazione su beni comuni: serve l’unanimità o si demolisce
Un condomino aveva trasformato abusivamente parte del sottotetto e del tetto comune in una terrazza privata. Il Condominio ha chiesto la rimessione in pristino dello stato dei luoghi. L'erede del condomino si è opposta, sostenendo che un'assemblea condominiale avesse approvato un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede, confermando che la transazione su beni comuni richiede obbligatoriamente il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio, ai sensi dell'art. 1108 c.c. Di conseguenza, in mancanza dell'unanimità, l'accordo è nullo e l'erede deve demolire le opere abusive e ripristinare il tetto condominiale, oltre a pagare le spese legali.
Continua »
Consenso unanime dei condomini o la transazione sul tetto è nulla
Un condomino impugnava le delibere che gli imponevano di rimuovere alcune strutture dal tetto comune. L'erede del condomino sosteneva che la lite fosse stata risolta con un accordo transattivo successivo. La Corte d'Appello dichiarava nullo tale accordo perché non approvato da tutti i condomini. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che per le transazioni che hanno ad oggetto beni comuni è necessario il consenso unanime dei condomini. Di conseguenza, il ricorso dell'erede è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Opponibilità regolamento condominiale: stop ai divieti occulti
Un'Associazione di Volontariato riceve in comodato da una Fondazione un immobile per farne un ambulatorio medico. Il Condominio ne vieta l'uso applicando il regolamento condominiale non trascritto. La Corte d'Appello ritiene il divieto legittimo, ma la Cassazione accoglie il ricorso dell'Associazione. La Suprema Corte stabilisce che l'opponibilità del regolamento condominiale contenente limiti alle proprietà esclusive, qualificati come servitù atipiche, richiede la trascrizione nei registri immobiliari o un'accettazione specifica e dettagliata nell'atto d'acquisto. Una clausola generica di accettazione non è sufficiente. L'Associazione vince la causa e la sentenza d'appello viene cassata con rinvio.
Continua »
Eccesso di potere assembleare: il limite nella comunione
Un comproprietario ha impugnato le delibere dell'assemblea dei comunisti che rinnovavano l'affitto di un immobile a un canone inferiore a quello di mercato, lamentando un conflitto di interessi e un eccesso di potere assembleare della maggioranza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: le regole sull'eccesso di potere assembleare e sul conflitto di interessi, tipiche del condominio e delle società, non si applicano alla comunione ordinaria. Nella comunione, infatti, i partecipanti possono sempre chiedere la divisione del bene e le delibere sono impugnabili solo per grave pregiudizio alla cosa comune (art. 1109 c.c.). Poiché l'affitto garantiva la manutenzione dell'immobile, non vi era alcun danno oggettivo. Chi vince: la maggioranza dei comproprietari; le spese del giudizio di legittimità sono state compensate.
Continua »
Cancelli e servitù di passaggio: quando la chiusura è abuso?
I Proprietari del Fondo hanno installato dei cancelli su una stradella utilizzata dagli Utilizzatori della Strada per raggiungere i propri terreni agricoli. I giudici di merito avevano condizionato la legittimità dei cancelli all'installazione di sistemi automatici di apertura. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che occorre prima chiarire se la strada sia in comproprietà o soggetta a una semplice servitù di passaggio. Nel primo caso, la chiusura richiede il consenso dei comproprietari o specifiche maggioranze. Nel secondo caso, bisogna valutare se i nuovi cancelli aggravino concretamente il passaggio rispetto alla situazione precedente, caratterizzata da barriere rudimentali. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
Continua »
Limiti dei poteri dell’assemblea condominiale: vince il singolo
Un condomino ha impugnato la delibera assembleare che autorizzava un altro proprietario a riaprire una porta di collegamento tra il pianerottolo comune e un fienile privato, e a spostare i contatori dell'acqua situati in una cantina privata. La Corte d'Appello aveva respinto l'impugnazione, ritenendo irrilevante stabilire se il fienile facesse parte del condominio e considerando lo spostamento dei contatori una mera proposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che esistono precisi limiti dei poteri dell'assemblea condominiale. L'assemblea non può deliberare su beni di proprietà esclusiva dei singoli condomini né imporre servitù su parti comuni a favore di proprietà estranee senza il consenso unanime. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Contratto di affitto agrario: la firma per ricevuta non basta
Una società agricola ha occupato un terreno ritenendo concluso un contratto di affitto agrario sulla base di una proposta firmata "per ricevuta" da uno solo dei comproprietari. Il comproprietario ha agito in giudizio contestando l'occupazione abusiva, poiché l'accordo non si era mai perfezionato. I giudici di merito hanno accolto la domanda del proprietario, escludendo che la firma per ricevuta o un accordo verbale potessero concludere un contratto in deroga alle norme di legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che la firma "per ricevuta" non equivale ad accettazione e che per i contratti agrari in deroga è necessaria la forma scritta assistita dalle associazioni di categoria, oltre al consenso di tutti i comproprietari del bene.
Continua »
Approvazione consuntivo condominiale: valida anche senza riparto
Una condomina ha impugnato la delibera assembleare che approvava la contabilità finale di lavori straordinari, lamentando l'assenza del piano di riparto e sostenendo che l'accordo con l'impresa fosse una transazione illegittima senza il consenso unanime di tutti i proprietari. La Corte d'Appello ha respinto le sue tesi, ritenendo la delibera valida. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'approvazione consuntivo condominiale può avvenire anche senza il contestuale piano di riparto delle spese, che può essere rinviato a una riunione successiva. Inoltre, per gli accordi transattivi che non toccano i diritti reali sulle parti comuni, non serve l'unanimità dei condomini, ma basta la maggioranza qualificata. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »