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Art. 1064 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1064 Codice Civile

Servitù di acquedotto: contesta il varco ma paga le sanzioni
Una proprietaria terriera cita in giudizio il vicino per ottenere il riconoscimento di una servitù di acquedotto e il passaggio per la manutenzione dei tubi, nati dalla divisione di un originario fondo comune. I giudici di merito accertano la servitù e dispongono l'apertura di un varco nella recinzione per consentire le riparazioni della conduttura. L'erede del confinante impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando la gravosità del passaggio e l'esistenza stessa del vincolo. Tuttavia, la Suprema Corte dichiara il ricorso improcedibile: l'erede non ha depositato tempestivamente la relata di notifica della sentenza d'appello entro venti giorni, omissione che non può essere sanata dalla mancata contestazione della controparte. L'erede perde definitivamente la causa e subisce la condanna alle spese e a pesanti sanzioni pecuniarie per lite temeraria.
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Servitù di Parcheggio: Contratto Chiaro Batte Negazione del Diritto
Un proprietario vende un lotto con ristorante, inserendo nel contratto una clausola che riserva a sé e ai suoi futuri acquirenti un 'diritto di sosta e transito' sul parcheggio. Il Ristorante nega questo diritto ai nuovi vicini. La Cassazione ha stabilito che una clausola contrattuale così chiara è sufficiente a creare una servitù di parcheggio o un diritto analogo. Il giudice precedente aveva sbagliato a ignorare il testo del contratto, che prevale. La sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato, riconoscendo la validità del diritto di sosta dei vicini.
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Spese legali difesa unica: la Cassazione chiarisce
Una società, titolare di una servitù di passaggio, chiudeva una porzione di strada per adibirla a parcheggio. I 59 proprietari dell'area agivano in giudizio ottenendo ragione. La Corte d'Appello condannava la società a pagare 5.000 euro di spese legali a ciascuno dei 59 proprietari. La Cassazione ha confermato la decisione nel merito ma l'ha annullata sulla liquidazione delle spese, stabilendo che in caso di spese legali per difesa unica di più parti con la stessa posizione processuale, va liquidato un compenso unico, seppur maggiorato, e non la somma di 59 compensi autonomi.
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