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Art. 1064 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1064 Codice Civile

Servitù di passaggio: quando i paletti del vicino sono illeciti
Il caso analizza il conflitto tra il proprietario di un terreno e il titolare di una servitù di passaggio. Il proprietario del fondo servente ha installato due paletti metallici con catena all'ingresso della stradina di transito, limitando l'accesso. La Corte d'appello aveva escluso lo spoglio, ritenendo l'opera una legittima chiusura del fondo con disagi minimi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei titolari della servitù di passaggio. La Corte ha chiarito che l'installazione di ostacoli fisici che impediscono il transito di mezzi pesanti e rendono difficoltoso quello delle auto costituisce uno spoglio parziale del possesso. Inoltre, l'offerta successiva delle chiavi del lucchetto non esclude l'intenzione di privare il vicino del suo diritto (animus spoliandi). La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Uso dell’ascensore condominiale: proprietà privata contro servitù
Un condomino ha citato in giudizio una società immobiliare per ottenere il ripristino dell'uso dell'ascensore condominiale e la riapertura del varco d'accesso situato al piano terra, di proprietà esclusiva della società. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, riconoscendo che il regolamento condominiale contrattuale, accettato nei rispettivi atti d'acquisto, ha costituito una vera e propria servitù a favore dei piani superiori. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della società immobiliare. I giudici hanno stabilito che il diritto all'uso dell'ascensore condominiale include necessariamente il diritto di passaggio pedonale per raggiungerne la base di partenza, anche se questa si trova all'interno di una proprietà privata. La società immobiliare è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
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Servitù di passaggio: vince l’atto del 1887 anche se impreciso
La Corte di Cassazione ha confermato una servitù di passaggio basata su un atto di divisione del 1887, anche se questo non specificava l'esatta ubicazione e dimensione del tracciato. Un proprietario aveva impedito il passaggio al vicino, sostenendo la nullità del titolo originario per indeterminatezza. I giudici hanno stabilito che, per la valida costituzione di una servitù, non è necessaria una descrizione analitica, ma è sufficiente che gli elementi siano desumibili dal contenuto dell'atto, interpretando la volontà delle parti originarie. La Corte ha quindi dato ragione al proprietario che reclamava il diritto di passo, ordinando il ripristino del passaggio.
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Vedute abusive: ringhiera bassa non basta, il vicino vince
La Corte di Cassazione affronta un caso di vicinato relativo a terrazze costruite a distanza non legale. La sentenza stabilisce un principio chiave sulle vedute abusive: una ringhiera bassa e facilmente scavalcabile non è un accorgimento sufficiente a impedire l'affaccio illegale sul fondo del vicino. Quando una costruzione viola sia le norme sulle distanze che quelle sulle vedute, l'unica soluzione è la demolizione o l'arretramento dell'opera. Non è possibile limitarsi a installare pannelli o altre barriere visive. La Corte ha quindi respinto il ricorso dei proprietari della terrazza, confermando la decisione dei giudici precedenti e dando ragione al vicino che lamentava la lesione della propria privacy e dei suoi diritti.
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Servitù Apparente: Piloni Visibili, Contratto Salvo per il Venditore
Un acquirente chiede la risoluzione di un contratto preliminare per un terreno, lamentando la mancata dichiarazione di una servitù di elettrodotto da parte dei venditori. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. Il principio sancito è che la presenza di opere visibili, come tralicci e cavi elettrici, rende la servitù una 'servitù apparente'. Di conseguenza, si presume che l'acquirente fosse a conoscenza del peso gravante sull'immobile, o che avrebbe potuto conoscerlo usando la normale diligenza. La visibilità del manufatto esclude quindi la responsabilità del venditore per mancata dichiarazione e impedisce all'acquirente di sciogliere il contratto per questo motivo.
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Innovazioni sul fondo servente: non sempre sono un abuso del diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di servitù di passaggio. Una Titolare di servitù aveva citato in giudizio La Proprietaria del terreno per aver realizzato opere che, a suo dire, ostacolavano il transito. La Corte ha chiarito che le **innovazioni sul fondo servente** non sono automaticamente illegittime. Diventano illecite solo se limitano o pregiudicano concretamente l'esercizio della servitù oltre un limite di tollerabilità. Il semplice fatto di apportare una modifica non è sufficiente per ottenere un ordine di rimozione o un risarcimento. In questo caso, non essendo stata provata una reale e grave limitazione, il ricorso è stato respinto.
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Servitù per destinazione del padre di famiglia: guida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una servitù per destinazione del padre di famiglia su un tracciato stradale, ordinando la rimozione di un cancello e di una colonna in cemento che ne ostacolavano il transito. La vicenda trae origine dalla divisione di un fondo originariamente unico, dove lo stato dei luoghi dimostrava un asservimento di fatto di una porzione a favore dell'altra. La Suprema Corte ha ribadito che il requisito dell'apparenza non dipende dalla presenza di asfalto o opere edilizie complesse, ma dalla visibilità di segni oggettivi che manifestino l'onere di passaggio sin dal momento della separazione delle proprietà.
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Servitù di non affaccio: limiti e diritti di accesso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso relativo a una presunta violazione di una servitù di non affaccio. I ricorrenti lamentavano che i vicini avessero trasformato una piccola luce in una porta-finestra, consentendo l'accesso a un lastrico solare. La Suprema Corte ha confermato che, in assenza di ringhiere o protezioni che permettano l'affaccio stabile e sicuro, il semplice accesso sporadico per fini di manutenzione non costituisce violazione della servitù di non affaccio. La decisione ribadisce il principio di bilanciamento tra l'utilità del fondo dominante e il minor aggravio possibile per il fondo servente.
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Servitù di passaggio: usucapione e titolo negoziale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di servitù di passaggio, confermando che l'estensione del diritto può derivare sia da un titolo contrattuale originario sia dall'usucapione per la parte di percorso utilizzata nel tempo ma non prevista nell'atto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari del fondo servente, i quali contestavano l'estensione della servitù, validando la decisione della Corte d'Appello che aveva accertato la coesistenza dei due titoli (contratto e usucapione) per definire l'ampiezza completa del diritto di passaggio.
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Servitù carrabile: come si interpreta l’atto notarile
Una disputa tra vicini sull'esistenza di una servitù carrabile, basata sull'interpretazione di un atto di divisione del 1985. I giudici di merito avevano riconosciuto il diritto di passaggio con veicoli, interpretando una clausola sulla sosta per carico/scarico. La Cassazione, di fronte a una decisione contrastante di un'altra sezione della stessa Corte d'Appello sul medesimo atto, ha deciso di rinviare la trattazione in attesa di risolvere la questione interpretativa in modo unitario. Il caso evidenzia l'importanza della chiarezza del titolo costitutivo per definire l'estensione di una servitù.
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