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Art. 106 Costituzione — Anno 2022

Altri anni per Art. 106 Costituzione

Ammissibilità dell’atto di appello: no a vincoli rigidi
Un'azienda ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso. La vertenza riguardava il pagamento di oltre 78.000 euro ad una collaboratrice. La Corte d'Appello aveva ritenuto l'atto privo dei requisiti formali prescritti dalla legge. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'azienda. I giudici supremi chiariscono i requisiti per l'Ammissibilità dell'atto di appello. Non servono formule sacramentali o la stesura di una sentenza alternativa. È sufficiente indicare chiaramente le parti contestate e le ragioni della critica. La Cassazione annulla la sentenza e rinvia la causa alla Corte d'Appello per l'esame del merito.
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Contestazione Fatture Carburante: chi ha ragione sul debito?
Un Fornitore di carburante ha citato in giudizio un'Azienda Cliente per accertare l'inesistenza di un debito, dopo che l'Azienda Cliente aveva contestato fatture carburante già pagate, sostenendo gravi discordanze tra quanto fatturato e quanto erogato e chiedendo la restituzione di una somma. Il Fornitore ha sollevato questioni sulla costituzionalità dei giudici ausiliari e sull'applicazione delle norme sull'indebito oggettivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fornitore, confermando la decisione precedente. Ha ritenuto infondata la questione sui giudici ausiliari e inammissibile la richiesta di rivalutazione dei fatti.
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Compenso magistrati onorari: no al trattamento dei togati
Un Giudice Onorario di Tribunale ha chiesto alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Giustizia oltre 250.000 euro a titolo di differenze retributive, pretendendo lo stesso trattamento economico dei magistrati togati di carriera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la disciplina del compenso magistrati onorari non può essere equiparata alla retribuzione dei giudici ordinari. La Suprema Corte ha chiarito che le due figure hanno ruoli e funzioni ontologicamente differenti: i togati accedono per concorso pubblico e svolgono un servizio esclusivo e permanente, mentre gli onorari svolgono un incarico temporaneo, non esclusivo e senza vincolo di pubblico impiego. Di conseguenza, il corrispettivo riconosciuto agli onorari ha natura meramente indennitaria e non retributiva, rendendo del tutto legittimo il differente trattamento economico.
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