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Art. 1058 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1058 Codice Civile

Servitù di Passaggio Apparente: Rinuncia in Cassazione e Spese Legali
Un proprietario ha chiesto il riconoscimento di una servitù di passaggio apparente sul terreno dei vicini. I giudici di primo e secondo grado hanno negato la servitù, poiché mancavano opere visibili e permanenti che ne dimostrassero l'esistenza, requisito fondamentale per la servitù di passaggio apparente. Il proprietario ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il ricorrente ha rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, condannando il ricorrente a pagare le spese legali solo a una delle parti che non aveva accettato la rinuncia.
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Servitù di passo: Notifiche mancanti bloccano la Cassazione
Un Proprietario ha avviato un'azione di negatoria servitutis per contestare l'esistenza di una servitù di passo sul suo terreno. Il Tribunale ha riconosciuto la servitù. La Corte d'Appello ha parzialmente riformato la decisione, escludendo alcuni soggetti dalla titolarità della servitù e confermando per altri, basandosi su un contratto stipulato dal `de cuius`. In Cassazione, è emerso che il ricorso e il controricorso incidentale non erano stati notificati a tutte le parti interessate. La Corte ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando alle parti di provvedere alle notifiche mancanti entro 60 giorni, sottolineando l'importanza dell'integrità del contraddittorio.
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Servitù di scarico fognario: senza proprietà la domanda decade
Due residenti chiedono al tribunale la rimozione dell'allaccio delle tubature fognarie dei vicini a un pozzetto da loro realizzato su una strada privata. I giudici respingono la domanda poiché i richiedenti non risultano comproprietari della strada. La Corte di Cassazione conferma la decisione rigettando il ricorso. La Suprema Corte ribadisce che la titolarità del diritto costituisce un elemento fondamentale della domanda ed è rilevabile d'ufficio dal giudice. Le contestazioni inerenti alla servitù di scarico fognario, all'usucapione o all'aggravamento del passaggio non possono essere introdotte per la prima volta nel giudizio di legittimità. Il ricorso viene pertanto respinto e i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali.
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Immutazione dello stato dei luoghi: quando non è reato sul proprio fondo
Un Proprietario è stato condannato per aver ostacolato una servitù di passaggio sul suo terreno, piantando alberi che impedivano il transito di mezzi meccanici al Vicino. I giudici di merito avevano qualificato la condotta come "immutazione dello stato dei luoghi" (Art. 632 c.p.). La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha stabilito che il reato di immutazione dello stato dei luoghi si configura solo se la modifica avviene sulla proprietà altrui. Poiché l'azione è avvenuta sul fondo del Proprietario, il fatto non costituisce reato penale, pur potendo rilevare in sede civile.
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Regolamento di confini e cancello abusivo: la Cassazione decide
Due comproprietari citano in giudizio i vicini per occupazione illegittima di terreno, chiedendo il regolamento di confini e la rimozione di un cancello. I vicini si oppongono rivendicando una servitù di passaggio carrabile e invocando precedenti sentenze e perizie contrastanti. Il Tribunale e la Corte d'Appello accolgono la domanda dei proprietari originari, basandosi su una perizia tecnica d'ufficio approfondita ed escludendo l'esistenza della servitù. I vicini impugnano la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità dichiarano il ricorso interamente inammissibile: le valutazioni del giudice di merito sulle perizie tecniche e l'interpretazione dei contratti non sono rivalutabili in sede di legittimità. I vicini perdono la causa e devono rimuovere il cancello e pagare le spese legali.
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Servitù di passaggio: il Condominio perde contro i vicini
Il Condominio ha citato in giudizio i proprietari del fondo vicino, lamentando l'uso illegittimo di una strada per il transito di automezzi e chiedendo l'accertamento dell'inesistenza di una servitù di passaggio carraio. I giudici di merito hanno invece accertato che la strada, larga tre metri, è divisa a metà dal confine tra le proprietà, configurando servitù reciproche di passaggio nate dai contratti d'acquisto originari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Condominio, confermando che non vi è stata alcuna creazione forzata di un diritto di passaggio da parte del giudice, ma solo il riconoscimento di quanto stabilito nei contratti firmati dalle parti.
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Distanze dalle vedute: la Cassazione ordina di arretrare il capannone
Una proprietaria ha citato in giudizio i vicini confinanti per l'abusiva installazione di una scala a chiocciola sul proprio spiazzo esclusivo e per la costruzione di un capannone in lamiera a distanza inferiore a quella legale dalla propria finestra. La Corte d'Appello ha accertato la proprietà esclusiva dello spiazzo in capo alla donna e ha ordinato l'arretramento del capannone per violazione delle distanze dalle vedute. I vicini hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'apertura fosse solo una luce irregolare e contestando la proprietà dell'area. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'apertura è una veduta e che i giudici di merito hanno correttamente valutato le prove e i titoli di proprietà. I vicini perdono la causa e devono rimuovere la scala e arretrare il capannone.
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