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Art. 1031 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1031 Codice Civile

Servitù di passaggio: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello riguardante una controversia su una servitù di passaggio. La decisione è stata motivata dall'omesso esame di un atto di compravendita del 1910, ritenuto un fatto controverso e decisivo per ricostruire la catena dei trasferimenti immobiliari e l'esistenza del diritto vantato. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, ma la Cassazione ha stabilito che non aver considerato quel documento fondamentale costituisce un vizio di motivazione, rinviando il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: onere della prova
Una controversia su servitù di passaggio si conclude in Cassazione con una declaratoria di improcedibilità del ricorso. La Suprema Corte ribadisce che il ricorrente che dichiara l'avvenuta notifica della sentenza impugnata ha l'onere di depositarla con la relata, pena l'improcedibilità del ricorso per cassazione, senza che sia possibile un'integrazione successiva.
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Distanze tra costruzioni e l’abuso edilizio altrui
Un proprietario ha sopraelevato il proprio immobile, ma il vicino ha agito in giudizio per violazione delle distanze tra costruzioni. Il costruttore ha eccepito l'irregolarità edilizia dell'immobile del vicino. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eventuale abusività del fabbricato preesistente è irrilevante nei rapporti tra privati per il rispetto delle distanze, confermando l'ordine di arretramento della nuova opera.
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Servitù di passaggio: opponibilità e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un condominio che aveva ostruito un viale. Viene ribadito che una servitù di passaggio, se correttamente trascritta, è opponibile a tutti i successivi acquirenti, inclusi i condomini. La Corte chiarisce inoltre che l'amministratore non ha il potere di avviare azioni di usucapione per estendere la proprietà comune e che l'istituto della 'usucapio libertatis' non è riconosciuto dall'ordinamento italiano, potendo la servitù estinguersi solo per non uso ventennale.
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Servitù di passaggio: i requisiti per l’usucapione
Una proprietaria agiva in giudizio per far dichiarare l'inesistenza di una servitù di passaggio sul suo fondo. I vicini chiedevano in via riconvenzionale l'accertamento dell'acquisto della servitù per usucapione. La Corte d'Appello accoglieva la domanda dei vicini, ma la Corte di Cassazione ha cassato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che per l'usucapione di una servitù di passaggio non basta un semplice percorso, ma servono opere visibili e permanenti (il cosiddetto 'quid pluris') che dimostrino in modo inequivocabile l'asservimento del fondo. La Corte d'Appello aveva errato ignorando le risultanze della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) che negavano l'esistenza del passaggio per il tempo necessario.
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Extrapetizione: risarcimento danni oltre la domanda
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune per i danni causati da alcuni alberi posti a distanza non regolamentare. La Corte d'Appello aveva aumentato il risarcimento oltre la somma originariamente richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (extrapetizione), stabilendo che il giudice non può liquidare un importo superiore a quello specificamente domandato dalla parte, a meno che la richiesta non sia formulata in termini meramente indicativi.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e doppia conforme
Due proprietari appellano in Cassazione dopo essere stati condannati per violazione delle distanze edilizie. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa sulla regola della "doppia conforme", poiché la sentenza d'appello aveva confermato il giudizio di primo grado sugli stessi presupposti. Inoltre, gli argomenti degli appellanti sono stati considerati una mera critica alla valutazione dei fatti dei giudici di merito, un'attività preclusa in sede di legittimità.
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Usucapione servitù: il diritto acquisito si trasferisce
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce il principio di trasferimento della servitù di passaggio acquisita per usucapione. Il caso riguardava una proprietaria che rivendicava una servitù usucapita dal padre prima della vendita del terreno. La Corte di Appello aveva erroneamente richiesto alla nuova proprietaria la prova di un possesso autonomo. La Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che se l'usucapione servitù è già perfezionata dal dante causa, il diritto si trasferisce automaticamente con il fondo dominante. Non è necessaria una prova di possesso da parte del nuovo acquirente, applicandosi il principio di ambulatorietà delle servitù.
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Servitù di passaggio: quando non spetta il diritto
Una proprietaria ha citato in giudizio i suoi vicini per ottenere una servitù di passaggio, sostenendo di averla acquisita per usucapione, per destinazione del padre di famiglia o, in alternativa, come servitù coattiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ha ribadito che per l'esistenza di una servitù di passaggio sono necessarie opere visibili e permanenti (come un sentiero costruito) e non un semplice uso occasionale. Inoltre, una servitù coattiva può essere negata se il peso imposto al fondo vicino è superiore al beneficio per il fondo intercluso.
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Servitù di passaggio: Cassazione nega usucapione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio per usucapione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame del merito e della valutazione delle prove, un'attività preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione conferma la sentenza della Corte d'Appello che aveva negato l'esistenza della servitù e ordinato la rimozione di opere che ostacolavano la proprietà altrui.
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