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Art. 1028 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1028 Codice Civile

Servitù di attingimento d’acqua: pozzo proprio esclude il vicino
Una sorella ha fatto causa al fratello pretendendo il riconoscimento di una servitù di attingimento d'acqua dal pozzo situato nel terreno di quest'ultimo, basandosi su un vecchio atto di donazione della madre. Il fratello si è opposto, evidenziando che il terreno della sorella possedeva già un pozzo autonomo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della sorella, confermando che la servitù di attingimento d'acqua non può esistere se manca l'utilità concreta per il terreno che la richiede. Poiché la proprietà della donna era già dotata di acqua, il diritto era stato previsto dalla madre unicamente a favore di un terzo fratello, il cui terreno era privo di fonti idriche. La ricorrente perde la causa e viene condannata a pagare le spese processuali.
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Servitù di uso esclusivo: accordo privato o vincolo reale?
Due proprietari agiscono in giudizio per tutelare una servitù negativa stabilita nel 1965, che vietava di concedere ulteriori passaggi su un fondo confinante. Nel 2005, tuttavia, viene stipulato un atto notarile che concede un nuovo passaggio a terzi. I giudici di merito dichiarano inefficace quest'ultimo atto, interpretando l'accordo originario come una servitù di uso esclusivo. La questione giunge in Cassazione. La Suprema Corte rileva un contrasto giurisprudenziale sulla validità della servitù di uso esclusivo (definita anche servitù irregolare) e sulla sua compatibilità con i limiti dell'autonomia contrattuale. Di conseguenza, con ordinanza interlocutoria, rimette la decisione alla pubblica udienza per chiarire questo delicato principio di diritto.
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Usucapione delle distanze legali: la tolleranza spegne i diritti
Il proprietario di un terreno ha citato in giudizio i vicini lamentando la costruzione di un immobile a distanza inferiore rispetto a quella minima di legge, con affacci diretti e scarico di acque piovane sul proprio fondo. I vicini si sono difesi chiedendo l'accertamento dell'avvenuto acquisto per usucapione del diritto a mantenere l'edificio in quella posizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del proprietario, confermando che l'usucapione delle distanze legali è pienamente ammissibile nei rapporti tra privati. Il possesso pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni sana la violazione delle distanze civilistiche, mentre le eventuali irregolarità edilizie o sismiche rilevano solo nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e non impediscono l'acquisto del diritto per usucapione.
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Usucapione Servitù Apparente: Parcheggiare non crea il diritto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di presunta servitù di passaggio e parcheggio. I proprietari di un fondo si opponevano all'uso del loro terreno da parte dei vicini, i quali sostenevano di aver acquisito il diritto per uso prolungato nel tempo. La Corte ha chiarito un principio fondamentale: per l'usucapione servitù apparente non basta il semplice esercizio di fatto, come passare o parcheggiare. È indispensabile la presenza di opere visibili e permanenti (ad esempio una strada o una piazzola) destinate specificamente a tale scopo. In assenza di queste opere, il diritto non può sorgere per usucapione. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione che aveva dato ragione ai vicini, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Usucapione servitù di passaggio: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello riguardante l'acquisto per usucapione servitù di passaggio su uno stradello inghiaiato. I ricorrenti contestavano la maturazione del termine ventennale, sostenendo che l'acquisto dell'immobile tramite asta giudiziaria avesse interrotto il possesso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le doglianze riguardavano accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità e che i ricorrenti non avevano dimostrato di aver sollevato tali questioni nei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza.
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Servitù padre di famiglia: planimetria non basta
Una società costruttrice citava in giudizio la venditrice di un terreno per ottenere il ripristino di una servitù di passaggio, ostruita da quest'ultima. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia non è sufficiente la mera previsione di una strada in un progetto edilizio. È necessaria la presenza di opere visibili e permanenti, che dimostrino la destinazione all'esercizio della servitù, già prima della divisione del fondo originario.
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