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Art. 1027 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Tassazione servitù prediale: l’8% è l’aliquota giusta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23512 del 2024, ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù prediale su un terreno agricolo è soggetto all'imposta di registro con aliquota dell'8% e non del 15%. La decisione chiarisce che la costituzione di un diritto reale non equivale a un trasferimento di proprietà. La corretta tassazione della servitù prediale si basa quindi sulla natura dell'atto, che crea un nuovo diritto limitando quello del proprietario, senza trasferire beni o diritti esistenti da un soggetto a un altro.
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Imposta registro servitù: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23494/2024, ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù su un terreno agricolo è soggetto all'imposta di registro con l'aliquota prevista per gli atti costitutivi di diritti reali di godimento (8%) e non a quella più onerosa per i trasferimenti di terreni agricoli (15%). La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra "costituzione" e "trasferimento" di un diritto. La servitù non viene trasferita ma creata ex novo, comprimendo il diritto di proprietà del fondo servente. Questa pronuncia consolida un importante principio sull'imposta registro servitù.
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Tassazione servitù prediale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù prediale su un terreno agricolo sconta l'imposta di registro con l'aliquota dell'8% e non del 15%. La sentenza chiarisce che la costituzione di una servitù non è un "trasferimento" di diritti, ma un atto "costitutivo" che crea un nuovo diritto reale di godimento, comportando una mera compressione del diritto di proprietà del fondo servente. Questa distinzione è cruciale per la corretta tassazione della servitù prediale.
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