LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1027 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1027 Codice Civile

Danno da occupazione abusiva: la prova del danno
Una società occupava illegittimamente un terreno estraendone argilla. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento, chiarendo che il danno da occupazione abusiva consiste nella perdita della concreta possibilità di godimento del bene. Tale pregiudizio può essere provato anche tramite presunzioni, basate sull'uso che l'occupante stesso ha fatto del bene. Il principio di non contestazione si applica anche agli elementi quantitativi del danno, come il prezzo del materiale estratto.
Continua »
Servitù di uso esclusivo: quando è valida?
Una società immobiliare contesta la validità di una servitù di uso esclusivo perpetua su un proprio lastrico solare, sostenendo che essa svuoti completamente il suo diritto di proprietà. La Corte di Cassazione, dopo aver corretto un proprio precedente errore di fatto, stabilisce che la servitù è valida. La motivazione risiede nel fatto che al proprietario del lastrico residuavano utilità concrete, come la facoltà di ricevere luce e aria per il locale commerciale sottostante attraverso lucernari e finestre. Poiché la privazione delle facoltà del proprietario non era totale, il contratto costitutivo della servitù non è nullo.
Continua »
Servitù di passaggio: quando non c’è il diritto?
Una proprietaria rivendicava una servitù di passaggio attraverso l'appartamento di una parente per accedere al proprio lastrico solare, basandosi su un precedente atto di divisione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che, per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, non è sufficiente l'esistenza di un percorso, ma è necessario che le opere visibili (requisito dell'apparenza) dimostrino in modo inequivocabile la loro specifica funzione di servizio a favore del fondo dominante, circostanza non provata nel caso di specie.
Continua »
Abuso edilizio: SCIA non basta, serve il permesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre individui condannati per un abuso edilizio. La sentenza conferma che la costruzione di opere che richiedono il permesso di costruire, se realizzate con una semplice SCIA, costituiscono reato. Inoltre, viene ribadito che gli accordi privati tra confinanti non possono derogare alle norme urbanistiche imperative sulle distanze e che la consapevolezza di realizzare l'opera è sufficiente per configurare l'elemento soggettivo del reato.
Continua »
Oneri non apparenti: la conoscenza esclude la garanzia
Una coppia di acquirenti scopre una condotta fognaria sul terreno comprato da un Comune e ne chiede la rimozione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la garanzia per oneri non apparenti non opera se l'acquirente era, o poteva essere, a conoscenza del vizio. In questo caso, la presenza di un pozzetto di ispezione è stata considerata prova sufficiente della conoscibilità, escludendo il diritto a risarcimento o riduzione del prezzo.
Continua »
Probatio diabolica: prova attenuata e dante causa
La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi in una controversia immobiliare su un portico e aree comuni. La decisione chiarisce che la 'probatio diabolica' è attenuata quando le proprietà delle parti derivano da un unico originario proprietario. Il portico è stato ritenuto pertinenza comune in base agli atti di provenienza, respingendo le pretese di proprietà esclusiva e di usucapione. Anche il ricorso incidentale su una presunta servitù d'uso per un forno è stato respinto, qualificando il diritto come personale e non reale.
Continua »
Servitù di non edificare: quando nasce da accordo
Una società alberghiera e un condominio stipulano un accordo che vieta costruzioni entro cinque metri dal confine. Anni dopo, la società costruisce violando l'accordo. La Corte di Cassazione conferma che tale accordo ha creato una vera e propria servitù di non edificare, un diritto reale sulla proprietà, e non un semplice obbligo personale. La decisione si basa sull'interpretazione della volontà delle parti e sulla presenza di un'utilitas (beneficio) per il condominio.
Continua »
Servitù per destinazione del padre di famiglia: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una servitù per destinazione del padre di famiglia, costituita per mantenere un'insegna commerciale sul tetto condominiale. Il caso originava dalla richiesta di risarcimento di un condominio contro una società per l'occupazione del tetto. La Corte ha stabilito che, se l'insegna era visibile e preesistente alla divisione dell'immobile, si è creata una servitù a favore dei locali commerciali della società, escludendo il diritto al risarcimento.
Continua »
Espropriazione parziale: indennizzo e danno funzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che in un caso di espropriazione parziale, l'indennizzo deve coprire non solo il valore del terreno sottratto ma anche il danno funzionale e il deprezzamento della proprietà residua. Ciò si verifica quando l'unità economica di un'azienda agricola viene compromessa, ad esempio rendendo inutilizzabile l'impianto di irrigazione o intercludendo parti del fondo. La Corte ha chiarito che l'ubicazione fisica di elementi chiave, come i pozzi, al di fuori del perimetro espropriato non è determinante se questi sono funzionalmente essenziali per l'intera proprietà.
Continua »
Reformatio in peius: no a spese legali peggiorate
Una proprietaria immobiliare ottiene una parziale vittoria in appello, ma la Corte territoriale peggiora la sua posizione riguardo alle spese legali del primo grado. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza su questo punto specifico e riaffermando il principio del divieto di "reformatio in peius". Secondo i giudici, una riforma parziale favorevole all'appellante non può tradursi in una regolamentazione delle spese più svantaggiosa rispetto alla decisione iniziale, in assenza di un appello incidentale della controparte.
Continua »
Usucapione parcheggio: possesso esclusivo è decisivo
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di usucapione parcheggio e aree pertinenziali a un condominio. La Corte ha rigettato le richieste dei condomini, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale si fonda sulla mancanza di un possesso esclusivo, pacifico e ininterrotto per oltre vent'anni, requisito fondamentale per l'usucapione. È stato accertato che le aree in questione erano liberamente accessibili e utilizzate anche da terzi estranei al condominio, invalidando così la pretesa di un possesso uti dominus. La sentenza chiarisce che né la manutenzione delle aree né la semplice destinazione a parcheggio nei progetti originari sono sufficienti a costituire un diritto reale in assenza di atti formali di trasferimento o di un possesso che escluda l'interferenza di terzi.
Continua »
Servitù di non costruire: validità e interpretazione
Una proprietaria immobiliare ha impugnato una decisione che confermava una servitù di non costruire derivante da un contratto di compravendita del 1983. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'interpretazione del contratto da parte del giudice di merito era plausibile e che le nuove argomentazioni legali proposte erano inammissibili. La servitù di non costruire è stata quindi ritenuta validamente costituita a beneficio delle proprietà adiacenti.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza nulla se decide ultra petita
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per motivazione apparente. Il caso riguardava una servitù di passaggio, dove la Corte d'Appello aveva individuato un percorso per l'esercizio del diritto che nessuna delle parti aveva richiesto, violando il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Secondo la Cassazione, una decisione che si discosta dalle domande e dai motivi d'appello, fornendo una soluzione autonoma e non richiesta, è viziata da motivazione apparente, poiché non rende percepibile l'iter logico-giuridico seguito.
Continua »
Servitù su area condominiale: limiti all’uso
Una condomina impugnava la delibera che negava l'autorizzazione a lavori che avrebbero imposto una servitù su area condominiale a favore di una sua proprietà esterna. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'art. 1102 c.c. non consente di creare servitù su beni comuni a vantaggio di immobili non facenti parte del condominio, confermando la legittimità del diniego.
Continua »
Domanda nuova in condominio: limiti e conseguenze
Alcuni condomini impugnano una delibera per l'installazione di un dissuasore di sosta. Durante la causa, chiedono anche l'accertamento di una servitù sull'area. La Cassazione conferma che si tratta di una domanda nuova inammissibile, poiché introduce un tema di giudizio diverso, con parti e presupposti differenti, rispetto all'impugnazione della delibera. La Corte chiarisce inoltre che installare un dissuasore per regolamentare l'uso di un'area comune non costituisce un'innovazione e non richiede maggioranze qualificate.
Continua »