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Art. 1027 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 1027 Codice Civile

Usucapione servitù di passaggio: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello riguardante l'acquisto per usucapione servitù di passaggio su uno stradello inghiaiato. I ricorrenti contestavano la maturazione del termine ventennale, sostenendo che l'acquisto dell'immobile tramite asta giudiziaria avesse interrotto il possesso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le doglianze riguardavano accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità e che i ricorrenti non avevano dimostrato di aver sollevato tali questioni nei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza.
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Procura speciale: validità e Sezioni Unite
La controversia trae origine dalla richiesta di accertamento dell'inesistenza di una servitù di passaggio di condutture all'interno di un giardino privato. Mentre il Tribunale aveva inizialmente riconosciuto il diritto, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione dichiarando l'inesistenza della servitù per difetto di opponibilità, non essendo l'atto costitutivo trascritto tempestivamente. Giunta in Cassazione, la questione ha subito un arresto procedurale: il controricorrente ha infatti contestato la validità della procura speciale rilasciata dalla ricorrente. La Suprema Corte, rilevando che una questione analoga sulla validità della procura è già stata rimessa alle Sezioni Unite, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo in attesa della decisione definitiva.
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Servitù di passaggio: la Cassazione sui diritti reali
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di servitù di passaggio, la specificazione del contenuto del diritto (come la natura pedonale o carrabile) non costituisce una domanda nuova vietata in appello. Poiché la servitù è un diritto autodeterminato, la causa petendi coincide con il diritto stesso e non con il titolo d'acquisto. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza che aveva dichiarato inammissibile la difesa dei ricorrenti relativa all'ampiezza del passaggio.
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Servitù di non affaccio: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla demolizione di un balcone e altre opere edilizie realizzate in violazione delle distanze legali. Il fulcro della controversia riguarda la configurabilità di una servitù di non affaccio, ovvero un diritto che impedisce al vicino di esercitare la veduta sul fondo confinante. La Corte ha rilevato la necessità di chiarire se tale servitù possa essere costituita validamente in deroga ai regolamenti urbanistici e se sia suscettibile di acquisto per usucapione. Data la complessità delle questioni giuridiche, la causa è stata rimessa alla pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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Giudicato esterno: quando blocca un nuovo processo
La Corte di Cassazione interviene in una disputa tra proprietari di immobili confinanti riguardante l'esistenza di servitù di passaggio e di uso di un campo da bocce. La Corte stabilisce che una precedente sentenza, divenuta definitiva, aveva già accertato l'esistenza di tali diritti. Di conseguenza, il nuovo processo intentato per negare le stesse servitù non poteva proseguire a causa del principio del giudicato esterno, che impedisce di giudicare due volte sulla stessa questione. La sentenza impugnata viene quindi cassata senza rinvio.
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Servitù padre di famiglia: planimetria non basta
Una società costruttrice citava in giudizio la venditrice di un terreno per ottenere il ripristino di una servitù di passaggio, ostruita da quest'ultima. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia non è sufficiente la mera previsione di una strada in un progetto edilizio. È necessaria la presenza di opere visibili e permanenti, che dimostrino la destinazione all'esercizio della servitù, già prima della divisione del fondo originario.
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Servitù di passaggio: il quid pluris per l’usucapione
Un proprietario immobiliare chiedeva il riconoscimento di una servitù di passaggio per usucapione su una strada privata. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, ritenendo non provata l'esistenza di opere visibili e permanenti oltre alla strada stessa. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che per l'usucapione è sufficiente dimostrare il 'quid pluris', ovvero un collegamento funzionale inequivocabile tra la strada e il fondo servito, che non richiede necessariamente opere materiali aggiuntive. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Servitù di passaggio coattivo: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28181/2023, ha rigettato i ricorsi incrociati di due proprietari confinanti, confermando la decisione della Corte d'Appello di costituire una servitù di passaggio coattivo. La Suprema Corte ha chiarito i criteri per la costituzione di tale diritto, specificando che l'indennità deve comprendere sia il valore dell'area occupata sia il deprezzamento del fondo servente. È stato inoltre ribadito che l'esenzione per case e giardini può essere superata se non esistono alternative praticabili per l'accesso, bilanciando le esigenze del fondo dominante, anche per fini agricoli e abitativi.
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