La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegnarlo alla Romania in esecuzione di un Mandato d'arresto europeo. Il ricorrente contestava le condizioni delle carceri romene e invocava il proprio radicamento in Italia per scontare la pena nel nostro Paese. I giudici hanno chiarito che le autorità romene hanno fornito garanzie concrete sul rispetto dello spazio minimo di tre metri quadrati in cella. Inoltre, la documentazione prodotta non dimostrava una presenza stabile in Italia per il periodo minimo richiesto di cinque anni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato il provvedimento di consegna, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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