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Art. 1 Costituzione — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 1 Costituzione

Sovranità fiscale dello Stato: Trieste resta italiana e paga le tasse
Un gruppo di cittadini e associazioni di Trieste ha citato in giudizio lo Stato italiano, sostenendo che l'Italia non avesse il diritto di imporre tasse nel territorio triestino. Secondo i ricorrenti, Trieste costituirebbe ancora il "Territorio Libero di Trieste", un'entità sovrana distinta in base al Trattato di Parigi del 1947. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i giudici non possono decidere su questioni che riguardano i confini e le scelte politiche internazionali dello Stato. I giudici hanno ribadito la piena sovranità fiscale dello Stato italiano su Trieste, definendo la richiesta inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a un contribuente perché la sua famiglia risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha dubitato della costituzionalità di tale requisito. Ritenendo che la norma possa violare i principi di uguaglianza e di capacità contributiva, in linea con una precedente decisione della Corte Costituzionale sull'IMU, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un Comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a una contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro Comune. Il caso è giunto alle Sezioni Unite della Cassazione che, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale in materia di IMU, hanno dubitato della costituzionalità della norma ICI. La legge, infatti, richiede la dimora abituale non solo del contribuente ma anche dei suoi familiari per concedere il beneficio. Ritenendo questa previsione potenzialmente discriminatoria, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15409/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia elettorale. Si contestava un presunto eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice amministrativo, reo di aver valutato nel merito una questione di costituzionalità anziché limitarsi a un giudizio di non manifesta infondatezza. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo sulla giurisdizione non può estendersi al modo in cui il giudice speciale esercita il proprio potere di delibazione, che rientra nei limiti interni della sua funzione.
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Concessioni balneari: limiti al potere del giudice
Una società di gestione balneare ha impugnato una decisione del Consiglio di Stato che, disapplicando le proroghe legislative nazionali, aveva confermato la scadenza della sua concessione demaniale marittima. La società lamentava un eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che i giudici avessero invaso la sfera del legislatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che interpretare le norme e disapplicare quelle interne in contrasto con il diritto dell'Unione Europea rientra pienamente nella funzione del giudice e non costituisce un vizio di giurisdizione.
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Incompatibilità avvocati: il periodo di fermo
Un avvocato, dopo due mandati consecutivi nel Consiglio dell'Ordine, di cui il secondo di durata prorogata, si è ricandidato dopo aver saltato un solo turno elettorale, la cui durata era però inferiore a quella del suo ultimo mandato. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la sua ineleggibilità, chiarendo il principio sull'incompatibilità avvocati: il periodo di 'raffreddamento' necessario prima di una nuova candidatura deve essere pari alla durata effettiva dell'ultimo mandato espletato, non alla durata nominale del mandato saltato. La Corte ha inoltre ribadito il carattere vincolante del principio di diritto per il giudice del rinvio.
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