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Vendita A Misura

Definizione

Contratto in cui il prezzo finale si ricava moltiplicando l'esatta estensione dell'immobile per una tariffa unitaria prestabilita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Vendita a corpo e riduzione del prezzo per superficie mancante
Una società acquista un immobile commerciale tramite una società di leasing. Il contratto indica espressamente la metratura del bene ma fissa un prezzo complessivo a corpo. In seguito alla consegna, l'acquirente scopre che l'estensione reale risulta inferiore di oltre un ventesimo rispetto a quanto dichiarato e chiede la restituzione di parte del denaro. I giudici di merito respingono la richiesta, ritenendo che la firma del contratto definitivo comporti una rinuncia tacita a contestare i metri mancanti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società utilizzatrice. I giudici supremi chiariscono che, in tema di vendita a corpo e riduzione del prezzo, l'indicazione della superficie fa scattare la tutela prevista dalla legge quando il dislivello supera il cinque per cento. La stipula del rogito non rappresenta alcuna rinuncia implicita ai diritti dell'acquirente.
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Vendita a misura: immobile più grande, prezzo più alto. Vince il costruttore
Un'azienda acquirente e una costruttrice stipulano un contratto preliminare per un immobile con una chiara clausola di vendita a misura. Alla consegna, l'immobile risulta più grande del previsto. L'acquirente si rifiuta di pagare il supplemento di prezzo corrispondente alla superficie extra, offrendo solo la cifra pattuita inizialmente. La costruttrice recede dal contratto. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: nella vendita a misura, se la dimensione effettiva dell'immobile è superiore a quella indicata nel contratto, il compratore è obbligato a pagare la differenza. La pretesa dell'acquirente di pagare un prezzo inferiore è quindi illegittima. Vince l'azienda costruttrice.
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Contratto preliminare: cubatura e recesso tra vincoli e realtà
Una società immobiliare ha impugnato la decisione che la vedeva soccombente in merito a un contratto preliminare di compravendita di un terreno. La ricorrente sosteneva che il contratto fosse nullo o risolvibile per il mancato avveramento di una condizione sospensiva legata alla cubatura edificabile e alla presenza di vincoli urbanistici. La Corte d'Appello, confermando il primo grado, ha stabilito che la cancellazione del vincolo era avvenuta e che la cubatura non costituiva una condizione sospensiva, bensì l'oggetto di una specifica facoltà di recesso esercitabile solo in caso di diminuzione superiore al 20%. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'interpretazione delle clausole spetta al giudice di merito e che la società era inadempiente per aver rifiutato la stipula del definitivo.
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Vendita a corpo: quando il prezzo non cambia?
Una società immobiliare vende un immobile a un ente universitario. Nonostante la superficie finale risulti superiore alla tolleranza del 3% pattuita, la Cassazione nega il diritto a un supplemento di prezzo. La decisione si fonda sull'interpretazione del contratto come una vendita a corpo, dove il comportamento delle parti ha dimostrato la volontà di mantenere fisso il corrispettivo, rinunciando a future pretese.
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