La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44137/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo i criteri per la valutazione della recidiva. I giudici hanno sottolineato che non basta considerare la gravità dei fatti o l'arco temporale, ma è necessario un esame concreto del legame tra i precedenti e il nuovo reato, per accertare se la condotta passata indichi una perdurante inclinazione a delinquere che abbia influito sulla commissione del nuovo delitto, in base ai parametri dell'art. 133 del codice penale.
Continua »