Definizione
La caratteristica di un tasso di interesse che supera la soglia massima stabilita dalla legge, rendendolo illegale.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 36 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 31% dei casi il ricorso è stato rigettato.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 26%
- Rigettato 31%
- Inammissibile 26%
- Altro 17%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 174%
- Civile Sez. 320%
- Civile Sez. 26%
Precedenti più richiamati
- Cass. 1464/2019in 3 provvedimenti
- Cass. 7382/2025in 3 provvedimenti
- Cass. 14214/2022in 4 provvedimenti
- Cass. S.U. 15130/2024in 5 provvedimenti
- Cass. 7352/2022in 3 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Individuo, confermando la sua condanna per usura e tentata estorsione. L'Individuo aveva prestato 3.000 euro a una Vittima, che ne restituì 3.500 dopo tre mesi, con un "regalo" di 500 euro. Nonostante la Vittima avesse ritrattato le accuse in dibattimento, la Corte d'Appello aveva ritenuto attendibili le sue dichiarazioni iniziali, evidenziando il contesto di timore e le oggettive condizioni usurarie. La Suprema Corte ha ribadito che la ritrattazione della persona offesa non rende automaticamente inattendibile la sua versione iniziale, specialmente se supportata da altri elementi e dal comportamento dell'imputato.
Continua »
Una società contesta alla banca l'applicazione di interessi moratori usurari in un contratto di mutuo fondiario. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società, confermando che il tasso di mora pattuito non superava la soglia di usura. La Corte ribadisce che, per calcolare la soglia antiusura degli interessi di mora, occorre sommare al Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) la maggiorazione media per la mora (pari al 2,1%), per poi applicare i coefficienti di legge. Inoltre, qualora gli interessi moratori siano effettivamente usurari, non si applica la gratuità totale del mutuo: il debitore non è liberato da ogni pagamento, ma deve comunque corrispondere gli interessi nella misura del tasso corrispettivo lecitamente pattuito. La società perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Il Debitore e i Garanti si sono opposti a un decreto ingiuntivo ottenuto da una Banca per uno scoperto di conto corrente. Il Tribunale ha dichiarato d'ufficio la nullità dei contratti di apertura di credito per usura. La Corte d'appello ha riformato la decisione, ritenendo che il giudice non potesse rilevare l'usura senza una tempestiva allegazione dei fatti da parte dei debitori. La Corte di Cassazione ha confermato questa visione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che il rilievo d'ufficio della nullità è possibile solo se i fatti costitutivi sono già stati ritualmente acquisiti agli atti, non potendo il giudice compiere indagini esplorative autonome. I ricorrenti perdono la causa e sono condannati a pagare le spese legali.
Continua »
Una società e i suoi garanti hanno impugnato la sentenza d'appello che respingeva la richiesta di nullità di un finanziamento per tassi usurari. La Corte d'appello aveva ritenuto rinunciato il motivo sull'usura a causa di un errore materiale nella numerazione dei motivi indicati nella comparsa conclusionale. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'interpretazione della domanda giudiziale impone al giudice di superare il dato letterale per ricercare l'effettiva volontà della parte, desumibile dal contesto complessivo dell'atto. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Un'azienda ha avviato una contestazione di un mutuo bancario da 700.000 euro, sostenendo la sua nullità per vari motivi, tra cui l'uso dei fondi per ripianare debiti pregressi anziché per lo scopo dichiarato e l'applicazione di interessi usurari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità del contratto. I giudici hanno stabilito che l'uso diverso dei fondi non invalida il mutuo se non è un elemento essenziale dell'accordo per entrambe le parti. Tutte le altre censure sono state respinte perché tecnicamente mal formulate o in contrasto con principi giuridici consolidati. L'azienda e i suoi garanti hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese legali.
Continua »
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'usura interessi moratori in un contratto di mutuo. Un cliente aveva contestato il tasso di mora, ma il giudice di merito aveva respinto la domanda, sostenendo che la legge antiusura non si applicasse a questi interessi per mancanza di un parametro di riferimento specifico. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, accogliendo il ricorso del cliente su questo punto. Ha riaffermato il principio, già sancito dalle Sezioni Unite, che anche gli interessi di mora sono soggetti alla normativa antiusura. La Corte ha chiarito che la verifica va fatta confrontando il tasso di mora del contratto con il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) rilevato per quella tipologia di operazione. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »
Un'azienda e i suoi garanti si opponevano a un debito bancario, contestando l'applicazione di interessi illegittimi e della commissione di massimo scoperto. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, stabilendo un principio importante: la commissione di massimo scoperto applicata prima della riforma legislativa del 2009 è da considerarsi legittima, poiché la nuova legge non ha effetto retroattivo. Inoltre, le altre contestazioni sono state giudicate inammissibili perché formulate in modo troppo generico, senza attaccare specificamente le motivazioni della precedente sentenza. La Banca ha quindi vinto la causa, vedendo confermato il proprio credito.
Continua »
Una banca ha richiesto il pagamento di uno scoperto di conto a due garanti. Questi si sono opposti sostenendo l'esistenza di un fido di fatto con tassi di interesse usurari. La Corte d'Appello ha accolto la loro tesi: pur riconoscendo che un'apertura di credito può nascere da comportamenti concludenti, ha accertato l'applicazione di tassi illegali. Di conseguenza, ha rigettato la domanda della banca. Quest'ultima, dopo aver impugnato la decisione in Cassazione, ha rinunciato al ricorso, rendendo definitiva la vittoria dei garanti, che non hanno dovuto pagare nulla.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'opposizione all'esecuzione relativa a un mutuo fondiario. I ricorrenti contestavano l'usurarietà dei tassi e l'omesso riconoscimento di alcuni pagamenti. La Suprema Corte ha stabilito che la dichiarazione di inammissibilità di un motivo non configura omessa pronuncia e che contestare l'imputazione di un versamento equivale a negarne l'effetto estintivo.
Continua »
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di alcuni mutuatari contro un istituto di credito, contestando la legittimità del piano di ammortamento alla francese. I ricorrenti sostenevano che tale metodo celasse un fenomeno di anatocismo vietato dalla legge. La Suprema Corte, rilevando che la questione è stata oggetto di un rinvio pregiudiziale per chiarire la compatibilità del regime finanziario composto con le norme del codice civile, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. La decisione finale spetterà alle Sezioni Unite, che dovranno stabilire se l'ammortamento alla francese comporti effettivamente un calcolo di interessi su interessi.
Continua »
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione confermando la validità del mutuo bancario come titolo esecutivo. La decisione chiarisce che il mutuo a stato avanzamento lavori si perfeziona con la disponibilità giuridica delle somme, anche se erogate successivamente alla firma. Inoltre, il superamento del limite di finanziabilità dell'80% non determina la nullità del contratto, essendo una norma di vigilanza prudenziale. Infine, la commissione di estinzione anticipata non deve essere sommata agli interessi per la verifica del tasso soglia antiusura.
Continua »
Un mutuatario ha impugnato un contratto di finanziamento sostenendo che il piano di ammortamento alla francese applicato dalla banca generasse anatocismo e costi occulti usurari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il calcolo degli interessi sul capitale residuo, tipico di questo metodo, non configura una capitalizzazione composta vietata. La decisione ribadisce che, se il piano di rimborso è chiaramente indicato nel contratto, non sussiste violazione della trasparenza né indeterminatezza del tasso, rendendo legittima la struttura della rata costante.
Continua »
Un mutuatario ha impugnato il suo contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese, lamentando usura, indeterminatezza del tasso e anatocismo. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha sospeso la decisione, ritenendo opportuno attendere la pronuncia delle Sezioni Unite sulla medesima, controversa questione della validità di tale piano di rimborso.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29586/2023, ha chiarito le condizioni per determinare la nullità di un trasferimento di partecipazioni societarie per violazione del divieto di patto commissorio. La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che sosteneva la nullità del trasferimento di sue quote a favore del creditore, stabilendo che per configurare un patto commissorio vietato non è sufficiente il trasferimento a scopo di garanzia, ma è necessaria la prova di ulteriori elementi, come la sproporzione tra il valore del bene e l'importo del debito, e un nesso funzionale tra il trasferimento e l'inadempimento. Inoltre, la Corte ha confermato che la prescrizione per la ripetizione degli interessi usurari decorre da ogni singolo pagamento.
Continua »
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5397/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in materia di interessi usurari. La Corte ha stabilito che il calcolo per verificare l'usura non può basarsi sul semplice cumulo di interessi corrispettivi e moratori. È necessario, invece, un confronto specifico con il Tasso Effettivo Globale Medio (T.e.g.m.) secondo i criteri di legge. Il ricorso è stato respinto per mancanza di specificità, in quanto non dimostrava l'usurarietà secondo il metodo corretto.
Continua »
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni debitori che contestavano la validità di un contratto di mutuo utilizzato per estinguere un debito precedente con la stessa banca. La Corte ha confermato la piena legittimità del cosiddetto mutuo solutorio, stabilendo che il contratto è valido nel momento in cui la somma viene messa a disposizione giuridica del cliente, anche se poi immediatamente utilizzata per sanare esposizioni pregresse. Inoltre, ha ribadito che, ai fini del calcolo dell'usura, gli interessi di mora non si sommano a quelli corrispettivi, ma li sostituiscono.
Continua »
Una società ha contestato una clausola penale in un contratto di leasing risolto, sostenendone la nullità e l'eccessività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una clausola penale leasing è valida se prevede la deduzione del valore ricavato dalla vendita del bene. La Corte ha inoltre chiarito che le penali per inadempimento sono escluse dal calcolo dell'usura.
Continua »
Un debitore contesta un'ingiunzione di pagamento per un prestito privato con interesse al 10%. Il caso si concentra sulla corretta classificazione del contratto per determinare il tasso soglia usura. La Corte di Cassazione cassa la decisione d'appello, stabilendo che la qualificazione del prestito non può basarsi su categorie amministrative pensate per le banche, ma deve seguire i criteri civilistici e la natura del rapporto tra privati, al fine di individuare la categoria di operazioni più omogenea.
Continua »
Una società ha citato in giudizio un istituto bancario per l'applicazione di interessi usurari su alcuni contratti di mutuo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, sostenendo che la società non avesse prodotto in giudizio i decreti ministeriali che stabiliscono i tassi soglia, ritenendoli atti amministrativi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato tale decisione, affermando che i decreti anti-usura hanno natura normativa. Di conseguenza, il giudice è tenuto a conoscerli e applicarli d'ufficio in virtù del principio 'jura novit curia', senza che la parte debba provarne l'esistenza.
Continua »
Una cliente citava in giudizio la propria banca sostenendo che la clausola sugli interessi moratori del suo mutuo fosse usuraria. La Corte di Appello le dava ragione, dichiarando l'intero mutuo gratuito e condannando la banca alla restituzione degli interessi già pagati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che la nullità per usura colpisce solo la specifica clausola degli interessi moratori usurari, lasciando validi e dovuti gli interessi corrispettivi, se lecitamente pattuiti. Pertanto, l'usurarietà degli interessi di mora non comporta la gratuità dell'intero finanziamento.
Continua »