Il Condannato ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza della Corte d'appello che, in sede di esecuzione, aveva applicato la continuazione tra più reati rideterminando la pena complessiva. La difesa ha eccepito il travisamento del fatto nel calcolo dell'aumento di pena per un reato satellite. Il giudice dell'esecuzione ha infatti basato la gravità del reato sul possesso di ben 549 chilogrammi di cocaina, mentre la sentenza di condanna originaria faceva riferimento a soli 549 grammi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che la valutazione del quantitativo era palesemente difforme dagli atti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente al trattamento sanzionatorio, disponendo il rinvio per un nuovo calcolo della pena depurato da questo macroscopico errore.
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