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Sequestro Preventivo

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Provvedimenti

Amministrazione giudiziaria spese: chi paga i costi?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del rappresentante legale di una società i cui fondi erano stati usati per pagare le spese di liquidazione di un'altra azienda. Entrambe le società, sebbene formalmente distinte, erano state ricondotte a un unico soggetto nell'ambito di un sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che, in casi di schermi societari fittizi, i beni sequestrati costituiscono un'unica massa patrimoniale, legittimando il prelievo di fondi da una società capiente per coprire le spese di amministrazione giudiziaria di un'altra incapiente, prima di ricorrere all'anticipazione da parte dell'Erario.
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Bancarotta fraudolenta e sequestro: la Cassazione
Un ex amministratore è accusato di bancarotta fraudolenta per aver acquisito crediti della società a un prezzo irrisorio prima della sua liquidazione giudiziale. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo sui suoi beni, ritenendo sufficienti gli indizi di reato (fumus delicti) basati sulla relazione del curatore e su altri elementi, come l'ingerenza continua nella gestione societaria.
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Sequestro di beni: onere della prova del terzo
Una donna ha impugnato il sequestro di 85.000 euro, sostenendo fossero regali di nozze. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che in caso di sequestro di beni, spetta al terzo che ne rivendica la proprietà l'onere di dimostrarne la provenienza lecita e l'estraneità al reato contestato all'imputato. La semplice affermazione non è stata ritenuta prova sufficiente.
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Competenza GIP sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e il Tribunale, stabilendo che la competenza GIP sussiste per decidere sulla gestione dei beni sottoposti a sequestro preventivo disposto nel 2012. La Corte ha applicato il principio secondo cui il giudice che emette il provvedimento ablativo resta competente per le questioni gestionali, in continuità con la giurisprudenza precedente alla riforma del 2017.
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Sequestro stipendio: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza che limitava il sequestro stipendio accreditato su un conto. Il provvedimento impugnato aveva ridotto il sequestro a un quinto del saldo, applicando le norme sulla pignorabilità dei redditi da lavoro. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso generico, poiché non specificava chiaramente le richieste in relazione ai diversi limiti di pignorabilità previsti dalla legge, confermando di fatto la decisione del Tribunale del riesame.
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Procura speciale sequestro: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda su un vizio procedurale cruciale: la mancanza di una procura speciale sequestro in capo al difensore per rappresentare le società coinvolte. Viene inoltre ribadito che le censure di merito sul 'fumus commissi delicti' non sono ammissibili in sede di legittimità, e che l'intenzione di avviare una procedura di concordato preventivo non è sufficiente a paralizzare la misura cautelare.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due appellanti. Il primo appello, relativo a un patteggiamento, è respinto poiché tali accordi non sono impugnabili in Cassazione. Il secondo è rigettato per tentativo di riesame dei fatti, errata interpretazione di un'omessa pronuncia e uso di uno strumento processuale errato per contestare un sequestro preventivo. La Corte conferma le decisioni dei gradi inferiori.
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Sequestro preventivo testamento: motivazione e indizi
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di un conto corrente ereditato tramite un presunto testamento falso. La Corte chiarisce che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del GIP sul periculum, se non del tutto assente, e che gravi indizi di colpevolezza possono basarsi non solo su perizie grafologiche ma anche su elementi circostanziali, come le modalità di redazione e consegna del testamento.
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Sequestro preventivo riciclaggio: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 865.000 euro. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro, la prova del reato presupposto può basarsi su elementi logici e non richiede un accertamento giudiziale definitivo. Inoltre, ha ribadito che il semplice trasporto di denaro illecito integra il reato di riciclaggio, rendendo legittimo il sequestro preventivo riciclaggio anche in assenza di trasformazione dei beni.
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Motivazione sequestro: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava un sequestro preventivo su alcuni terreni. La motivazione del sequestro si basava interamente su un precedente decreto riguardante un fabbricato, che era stato a sua volta annullato dalla stessa Cassazione per totale assenza di motivazione. La Corte ha stabilito che un provvedimento non può fondarsi su un atto giudiziario dichiarato nullo, affermando la necessità di una motivazione del sequestro preventivo autonoma e specifica. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo: motivazione su fumus e periculum
La Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente di oltre 500.000 euro, emessa per un'ipotesi di truffa. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro preventivo, la valutazione del *fumus commissi delicti* è sommaria e riguarda la configurabilità astratta del reato, mentre il *periculum in mora* deve essere motivato con elementi concreti, sia oggettivi che soggettivi, che indichino un reale rischio di dispersione del patrimonio, anche in caso di beni fungibili come il denaro.
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Riesame Sequestro Preventivo: Quando è Ammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza del Tribunale che aveva negato il riesame di un sequestro preventivo non ancora eseguito. La sentenza stabilisce che l'interesse a impugnare sorge solo con l'effettiva esecuzione del provvedimento, ovvero quando si verifica una concreta lesione del patrimonio. La mera emissione del decreto di sequestro, senza la sua materiale apprensione, non è sufficiente a legittimare la richiesta di riesame sequestro preventivo.
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Sequestro preventivo: limiti e ripartizione del profitto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del PM contro la riduzione di un sequestro preventivo. Il Tribunale del riesame aveva correttamente ripartito il profitto del reato tra l'individuo e l'ente coinvolti, limitando il sequestro a quanto ciascuno aveva concretamente percepito, in linea con un recente principio delle Sezioni Unite. La Cassazione ribadisce che il ricorso avverso tali provvedimenti è limitato alla sola violazione di legge.
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Sequestro preventivo concorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Europeo contro la riduzione di un sequestro. La sentenza ribadisce un principio fondamentale sul sequestro preventivo concorso di persone: è esclusa la solidarietà, pertanto la misura cautelare può colpire solo la quota di profitto individuale di ciascun concorrente nel reato e non l'intero importo.
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Riesame sequestro preventivo: onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una richiesta di riesame sequestro preventivo per mancata esecuzione. La Corte ha stabilito che non spetta al ricorrente l'onere di provare l'avvenuta esecuzione della misura, ma è sufficiente la sua allegazione. È compito dell'autorità giudiziaria procedente trasmettere gli atti e del Tribunale del Riesame verificare d'ufficio lo stato dell'esecuzione, a garanzia del diritto di difesa.
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Periculum in mora: quando il sequestro è illegittimo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per reati fiscali. La decisione si fonda sulla carente motivazione del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che i beni potessero essere dispersi. La Corte ha stabilito che tale rischio non può essere presunto né dalla natura del reato contestato, né dalla semplice conoscenza del procedimento da parte degli indagati, ma deve essere provato con elementi specifici e attuali.
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Sottrazione fraudolenta: l’uso di società e conti
Un avvocato, a fronte di un ingente debito tributario, ha costituito una società e utilizzato conti esteri per incassare i propri compensi professionali, ostacolando la riscossione da parte dell'Erario. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo dei suoi beni, qualificando tali atti come reato di sottrazione fraudolenta, poiché l'uso strumentale di mezzi leciti per rendere inefficace la riscossione integra la fattispecie criminosa.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che il denaro sul conto corrente aziendale, ritenuto profitto diretto del reato tributario, ha la priorità sulla confisca per equivalente dei beni degli amministratori. Pertanto, l'eventuale valore eccessivo dei beni sequestri per equivalente non giustifica lo sblocco del conto corrente oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta.
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Conversione sequestro: la Cassazione corregge il Tribunale
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'appello del Pubblico Ministero contro il rigetto di una richiesta di conversione sequestro. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di conversione da sequestro probatorio a preventivo include implicitamente la richiesta di emissione di un nuovo decreto di sequestro, correggendo l'errore del giudice di merito che aveva preteso una richiesta formale esplicita e separata.
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Fumus delitto di ricettazione: il sequestro di denaro
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per il sequestro preventivo in caso di fumus delitto di ricettazione. La mera disponibilità di ingenti somme di denaro non giustificate non basta; sono necessari ulteriori elementi che indichino la provenienza illecita. In questo specifico caso, il ricorso dell'indagato è stato dichiarato inammissibile per la sua genericità e manifesta infondatezza.
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