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Sequestro Preventivo Azienda

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro preventivo azienda: no alla revoca se è un paravento
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'azienda formalmente intestata a una donna, ma ritenuta di fatto gestita da un soggetto indagato per reati di stampo mafioso. La titolare aveva presentato ricorso, sostenendo che i giudici non avessero considerato le sue prove difensive. La Corte ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. Ha chiarito che i giudici di merito avevano correttamente valutato tutti gli elementi e che la richiesta della donna era un tentativo, non consentito in Cassazione, di ottenere una nuova valutazione dei fatti. Il sequestro preventivo azienda è stato quindi ritenuto legittimo.
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Sequestro preventivo azienda: nullo se il giudice non motiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di un'intera azienda. L'imprenditore era accusato di aver falsificato dati per operazioni di trasferimento di denaro. La difesa aveva chiesto di limitare il sequestro solo alla parte dell'attività usata per l'illecito, ma il Tribunale non aveva motivato il suo rifiuto. La Cassazione ha stabilito che il sequestro preventivo azienda deve rispettare i principi di adeguatezza e proporzionalità. Il giudice deve sempre spiegare perché è necessario bloccare l'intera attività e non solo una sua parte, altrimenti il provvedimento è illegittimo.
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Sequestro preventivo azienda: impresa sana bloccata per mafia
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'intera azienda operante nel settore ferroviario, accusata di essere uno strumento per il reimpiego e l'autoriciclaggio di capitali illeciti provenienti da un clan mafioso. L'imprenditore sosteneva che i rapporti illeciti fossero solo una parte marginale dell'attività. I giudici hanno invece ritenuto che l'intera struttura aziendale fosse contaminata e funzionale a commettere reati, legittimando così il blocco totale del patrimonio. La difesa non è riuscita a superare la presunzione di illecita accumulazione della ricchezza, rendendo definitivo il provvedimento. L'imprenditore ha perso il ricorso.
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