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Rischio di recidivanza

Definizione

Il pericolo concreto e attuale che l'indagato possa commettere altri gravi reati. È uno dei presupposti fondamentali per l'applicazione delle misure cautelari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rischio di recidivanza: il tempo non basta a ridurre la pena
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di misure cautelari. Il semplice trascorrere del tempo non è sufficiente a diminuire le esigenze cautelari, in particolare il rischio di recidivanza. Nel caso specifico, un indagato agli arresti domiciliari aveva contestato il ripristino della misura, sostenendo che fosse passato molto tempo dai fatti. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che se il contesto socio-economico e professionale in cui è stato commesso il reato rimane invariato, il pericolo che l'indagato commetta nuovi crimini resta concreto e attuale. Di conseguenza, la misura cautelare più restrittiva è stata confermata.
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Progressione trattamentale: no alla prova, sì ai domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'affidamento in prova ai servizi sociali. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva concesso la meno ampia misura della detenzione domiciliare. La decisione si fonda sul principio di progressione trattamentale, secondo cui, nonostante la presenza di elementi positivi, la personalità del soggetto e l'elevato rischio di recidiva rendevano prematura una misura con ampia libertà, necessitando un ulteriore periodo di osservazione e controllo.
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Tempo e misure cautelari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per usura aggravata. La decisione si fonda sulla mancata valutazione, da parte del giudice di merito, del notevole tempo trascorso tra il reato e l'applicazione della misura. La sentenza sottolinea che il 'tempo silente', privo di altre condotte illecite, è un fattore cruciale che può vincere la presunzione di pericolosità, imponendo al giudice un obbligo di motivazione concreta sull'attualità del rischio. Questo principio sul tempo e misure cautelari rafforza la tutela della libertà personale.
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