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Risarcimento Danni Per Perdita Di Chance

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento danno da perdita di chance e concorsi pubblici
Un dirigente partecipa a una selezione per un incarico dirigenziale indetta da un Ente Regionale. L'ente seleziona cinque candidati idonei, ma sceglie la persona da nominare senza motivare perché la preferisce rispetto agli altri concorrenti. Il dirigente escluso chiede il Risarcimento danno da perdita di chance. La Corte d'Appello riconosce la tutela economica dividendo la percentuale di vittoria in parti uguali tra i cinque idonei. La Corte di Cassazione annulla la decisione. Per ottenere il risarcimento non basta dividere la probabilità matematicamente tra i candidati. Il giudice deve accertare se l'escluso avesse una concreta ed elevata probabilità di vittoria confrontando direttamente i curricula.
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Risarcimento danno da perdita di chance: servono prove concrete
Un Designer e il suo Studio hanno fatto causa a un'Azienda produttrice per l'illecita registrazione a proprio nome di alcuni modelli di maniglie. I ricorrenti chiedevano il risarcimento dei danni per non aver potuto sfruttare commercialmente le proprie creazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il risarcimento danno da perdita di chance richiede una prova rigorosa. Il Designer non ha dimostrato la reale probabilità di successo commerciale dei modelli non prodotti, ad esempio tramite studi di marketing. Di conseguenza, il danno non può essere considerato automatico né liquidato in via equitativa senza elementi concreti. L'Azienda vince la causa e il Designer deve pagare le spese legali.
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Risarcimento per perdita di chance contro occupazione abusiva
Il Proprietario di alcuni terreni ha agito in giudizio contro gli Occupanti abusivi, che pretendevano l'usucapione delle aree. Il Proprietario ha chiesto il rilascio dei beni, l'indennità per occupazione senza titolo e il risarcimento danni per perdita di chance, non avendo potuto inserire i terreni occupati in un piano di recupero urbano per ottenere maggiore cubatura edificabile. La Corte d'Appello ha rigettato l'usucapione ma ha negato il risarcimento con motivazione superficiale. La Cassazione ha accolto il ricorso del Proprietario, stabilendo che l'occupazione abusiva ha effettivamente leso la concreta possibilità di sfruttamento edilizio dei terreni. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Risarcimento danni per perdita di chance se il telefono è isolato
Una società attiva nel settore della diagnostica ha subito un guasto alle proprie linee telefoniche aziendali, riparato dal gestore telefonico solo dopo sessantadue giorni. A causa del disservizio, l'azienda ha registrato un forte calo di fatturato dovuto all'impossibilità di ricevere ordini dai clienti. I giudici di merito hanno condannato il gestore al risarcimento danni per perdita di chance, calcolato in via equitativa sul dieci per cento del calo di fatturato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del gestore telefonico, confermando la condanna. La Suprema Corte ha ribadito che il danno da perdita di chance commerciale è risarcibile se dimostrato attraverso il calo degli affari e che la valutazione del giudice di merito, se logicamente motivata, non può essere contestata in sede di legittimità.
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Risarcimento danno da perdita di chance: medico vince contro ASP
Un dirigente medico ha richiesto il risarcimento dei danni subiti a causa della mancata attivazione, da parte dell'Azienda Sanitaria, della procedura di graduazione e pesatura degli incarichi. Tale omissione ha impedito al professionista di percepire la parte variabile dell'indennità di posizione dal 2007 al 2013. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda Sanitaria, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata attivazione della procedura costituisce un inadempimento contrattuale. Di conseguenza, il dipendente ha pieno diritto al risarcimento danno da perdita di chance, liquidato in via equitativa, poiché l'omissione ha privato il medico della concreta possibilità di ottenere un trattamento economico superiore.
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Risarcimento danni per perdita di chance: medico vince contro l’ASL
Un dirigente medico ha chiesto il risarcimento danni per perdita di chance a causa del comportamento dell'Azienda Sanitaria, che per anni non ha provveduto alla graduazione delle funzioni e alla pesatura degli incarichi. Questa omissione ha impedito al medico di percepire la parte variabile dell'indennità di posizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda Sanitaria, confermando la sua responsabilità contrattuale. I giudici hanno stabilito che la pubblica amministrazione ha l'obbligo di avviare e concludere le procedure di valutazione degli incarichi. La violazione di questo dovere non consente di pretendere l'adempimento forzato, ma dà diritto al risarcimento danni per perdita di chance, quantificabile dal giudice anche in via equitativa. L'Azienda Sanitaria è stata quindi condannata a risarcire il medico e a pagare le spese legali.
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Risarcimento danni per perdita di chance: colpa senza danno
La controversia nasce all'interno di un raggruppamento temporaneo di imprese per la costruzione di una funivia. La Società Mandante accusa la Società Mandataria di non aver presentato tempestivamente le riserve per lavori aggiuntivi di consolidamento, facendole perdere il relativo credito. La Corte d'Appello, pur accertando l'inadempimento della mandataria, rigetta la domanda di risarcimento per mancanza di prove sul danno. La Corte di Cassazione conferma questa decisione dichiarando il ricorso inammissibile. Gli Ermellini ribadiscono che, nei casi di risarcimento danni per perdita di chance, spetta al danneggiato dimostrare che, se l'azione omessa fosse stata compiuta, vi sarebbe stata un'elevata probabilità di accoglimento della richiesta da parte della pubblica amministrazione. Vince la Società Mandataria, mentre la Società Mandante perde e deve pagare le spese di giudizio.
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Linea muta, chance perse: risarcimento anche senza prova del danno
Un avvocato rimane senza linea telefonica per mesi a causa di un disservizio tra due compagnie telefoniche durante una migrazione. L'utente chiede il risarcimento per la perdita di potenziali clienti. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: per ottenere il **risarcimento danno da perdita di chance** non è necessaria la prova di un danno economico certo e quantificato, come un calo di fatturato. È sufficiente dimostrare, in termini di probabilità, di aver perso l'opportunità di conseguire un vantaggio economico. Questo è particolarmente vero per un'attività professionale, dove la reperibilità telefonica è essenziale. La Corte ha quindi dato ragione al professionista, annullando la precedente decisione negativa.
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