LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

ripristinatoria

Definizione

Rimessa che ricostituisce la disponibilità di credito senza estinguere un debito immediatamente esigibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanze legali: chi risponde delle vedute abusive?
La Corte di Cassazione ha confermato che il proprietario di un immobile è responsabile per la violazione delle distanze legali anche se le opere abusive sono state realizzate dal conduttore. Mentre l'azione risarcitoria può colpire entrambi in solido, l'azione ripristinatoria (chiusura delle vedute) deve essere diretta necessariamente contro il proprietario del fondo, in quanto titolare del diritto reale. La sentenza ribadisce che il ripristino delle distanze legali mira a ristabilire l'equilibrio tra fondi vicini.
Continua »
Onere della prova rimesse bancarie: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato una controversia tra un istituto bancario e una società in liquidazione riguardante l'imputazione dei pagamenti su un conto corrente affidato. Il cuore della disputa risiede nell'**Onere della prova** relativo alla natura delle rimesse effettuate dal cliente. Mentre il giudice d'appello aveva addossato alla banca l'onere di provare il limite del fido, la Suprema Corte ha ribaltato tale impostazione. È infatti il correntista, che agisce per la ripetizione di somme indebitamente pagate a titolo di interessi, a dover dimostrare non solo l'esistenza dell'affidamento, ma anche il suo esatto limite quantitativo. Solo così è possibile qualificare i versamenti come ripristinatori della provvista, escludendo l'applicazione dell'art. 1194 c.c. che prevede l'imputazione prioritaria agli interessi rispetto al capitale.
Continua »
Apertura di credito: prova e prescrizione bancaria
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prova dell'**apertura di credito** in un contenzioso per la ripetizione di somme indebitamente pagate su un conto corrente. Il nucleo della disputa riguarda la distinzione tra rimesse solutorie e ripristinatorie ai fini della prescrizione decennale. La Suprema Corte ha stabilito che il correntista può dimostrare l'esistenza di un contratto di affidamento anche tramite presunzioni semplici, specialmente per i rapporti sorti prima della riforma del 1992 o quando il cliente non intende eccepire la nullità di protezione per difetto di forma scritta. La decisione sottolinea che la predeterminazione del limite massimo di finanziamento non è un elemento essenziale per la validità del contratto di affidamento.
Continua »