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Rifiuti speciali assimilati agli urbani

Definizione

Sono rifiuti prodotti da attività commerciali o industriali che, per qualità e quantità, il Comune può decidere di trattare come rifiuti urbani, includendoli nella base di calcolo della TARI.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

TARI Rifiuti Speciali: Prova Generica non Basta per la Riduzione
Un'azienda siderurgica ha contestato il pagamento della TARI, sostenendo che le aree dove produce rifiuti speciali non assimilabili a quelli urbani dovessero essere escluse dalla tassazione. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova. Per ottenere la riduzione TARI rifiuti speciali, l'azienda non può limitarsi a una dichiarazione generica. Deve invece dimostrare in modo specifico e documentato quali sono le esatte superfici che producono esclusivamente tali rifiuti e di aver provveduto al loro smaltimento autonomo. Poiché l'azienda non ha fornito questa prova rigorosa, la Corte ha accolto il ricorso del Comune, annullando la precedente decisione favorevole all'impresa.
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Esenzione TARES Magazzini: Negata Anche Senza Produrre Rifiuti
La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione TARES a un'azienda che utilizzava ampi locali come magazzini per l'archiviazione di documenti. L'azienda sosteneva di non produrre rifiuti o, al più, rifiuti speciali gestiti autonomamente. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: la tassa sui rifiuti è dovuta sulla base della semplice potenzialità di un'area di produrre rifiuti, non sulla produzione effettiva. Esiste una presunzione legale di produttività. Per ottenere l'esenzione TARES magazzini, l'azienda avrebbe dovuto dimostrare l'inidoneità oggettiva e permanente dei locali a generare rifiuti, una prova che non è riuscita a fornire. Di conseguenza, il Comune ha vinto la causa e l'azienda è stata condannata al pagamento del tributo.
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Riduzione TARI: azienda perde il diritto per un errore formale
Un'azienda di trasporti ha contestato un avviso di pagamento della TARI, sostenendo di aver diritto a una riduzione perché produceva rifiuti speciali e li smaltiva autonomamente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, non entrando nel merito della tipologia di rifiuti, ma basando la decisione su un punto formale. L'azienda, infatti, non aveva seguito la procedura corretta prevista dal regolamento del Comune per chiedere l'agevolazione. La sentenza stabilisce che per ottenere la riduzione TARI per rifiuti speciali non basta averne diritto, ma è indispensabile presentare un'apposita domanda rispettando le scadenze e le modalità previste. La forma, in questo caso, diventa sostanza.
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