Orientamento della Cassazione
Su LexCED 52 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 46% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 46%
- Rigettato 27%
- Inammissibile 27%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 381%
- Civile Sez. 215%
- Civile Sez. 54%
Precedenti più richiamati
- Cass. 18244/2014in 4 provvedimenti
- Cass. 16905/2010in 3 provvedimenti
- Cass. 4911/2022in 4 provvedimenti
- Cass. 3657/2013in 3 provvedimenti
- Cass. 21205/2022in 3 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Una società stipula un contratto di affitto di ramo d'azienda della durata di nove anni per gestire un ristorante e affittacamere. L'accordo include l'uso di un immobile concesso in comodato. L'affittuaria investe ingenti somme e stipula un mutuo per ampliare l'attività. Successivamente, la società perde la disponibilità del bene perché l'immobile era già sottoposto a pignoramento. L'affittuaria conviene in giudizio il professionista rogante per ottenere il risarcimento del danno. I giudici di merito respingono la domanda, ritenendo che il contratto non trasferisse la proprietà. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e afferma la responsabilità del notaio. Anche nell'affitto di azienda, il professionista deve verificare i vincoli sui beni essenziali per assicurare lo scopo pratico dell'accordo. La dichiarazione della controparte non esonera il pubblico ufficiale dai controlli.
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Una Società aveva affittato un ramo d'azienda ma il Concedente non aveva pagato due rate del canone. La Società ha chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, coinvolgendo anche il Notaio che aveva redatto l'atto, ritenendolo responsabile per una stesura non diligente che avrebbe impedito le necessarie autorizzazioni. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso della Società. Questa ha presentato un ricorso per revocazione, lamentando errori di fatto nella precedente decisione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile, ribadendo che gli errori denunciati erano errori di diritto, non di fatto, e ha condannato la Società al pagamento delle spese legali. La Responsabilità del notaio non è stata riconosciuta in questa fase.
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Un istituto bancario concede un mutuo ipotecario. I debitori non pagano le rate e la banca avvia l'espropriazione immobiliare. Il giudice dell'esecuzione dichiara però l'immobile impignorabile e incommerciabile perché sorge su un terreno gravato da usi civici non affrancati. La banca cita quindi il professionista rogante per far valere la responsabilità del notaio, contestando la mancata verifica dei vincoli demaniali. La Corte d'Appello condanna il professionista a risarcire oltre trecentomila euro di danni. La Corte di Cassazione conferma integralmente la condanna: il notaio deve compiere indagini approfondite presso Comune e Regione quando opera in aree territoriali a rischio noto di usi civici, rispondendo dell'inutilizzabilità della garanzia ipotecaria.
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Un Notaio ha errato nel calcolo dell'imposta di registro per la cessione di un'azienda con immobile, non seguendo la volontà delle parti di tassare l'atto sul valore catastale. Questo errore ha causato un accertamento fiscale e sanzioni a carico dei venditori, poiché la società acquirente era fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Notaio, confermando la sua **responsabilità del Notaio** per non aver adempiuto correttamente al suo incarico professionale, condannandolo al pagamento delle spese legali.
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La Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità del notaio in una maxi frode bancaria. Il notaio aveva stipulato 181 mutui ipotecari fraudolenti, con beni sovrastimati o inesistenti, causando ingenti danni a una banca. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del notaio, escludendo la corresponsabilità della banca e la riduzione del danno per presunti recuperi. La decisione ribadisce l'importanza della diligenza professionale e la **responsabilità del notaio** per gravi omissioni in contesti fraudolenti.
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Due acquirenti hanno citato in giudizio un notaio e i venditori per danni. Il notaio non aveva effettuato complete visure sull'immobile, omettendo di rilevare un'ipoteca giudiziale. I venditori avevano taciuto l'esistenza di tale gravame. La Corte d'Appello ha riconosciuto la responsabilità del notaio per le visure incomplete, ma ha ridotto arbitrariamente il risarcimento del danno, basandosi su una presunzione non supportata da prove. La Cassazione ha accolto il ricorso degli acquirenti, stabilendo che la riduzione del danno per la responsabilità del notaio non poteva fondarsi su mere supposizioni di 'comune esperienza' senza elementi gravi, precisi e concordanti.
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Un gruppo di acquirenti ha comprato immobili gravati da ipoteche e pignoramenti. Il venditore si era impegnato a cancellare tali formalità. Scoperta la persistenza dei gravami, gli acquirenti hanno citato il notaio rogante, sostenendo una sua responsabilità del notaio per omessa informazione sull'entità dei debiti e mancato consiglio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il notaio deve informare sulle conseguenze giuridiche e sulle formalità pregiudizievoli. Tuttavia, non risponde dell'inadempimento del venditore né della convenienza economica dell'affare, se gli acquirenti erano a conoscenza dei gravami e hanno accettato l'impegno del venditore.
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L'Agenzia delle Entrate ha richiesto all'erede di un notaio il pagamento dell'imposta di registro proporzionale per una fusione societaria degli anni Novanta. Il fisco si basava su una sentenza definitiva sfavorevole al professionista. Tuttavia, la società coinvolta aveva già interamente versato l'imposta, venendo poi rimborsata in seguito a un autonomo giudizio a lei favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando l'annullamento della cartella di pagamento. I giudici hanno chiarito che la responsabilità del notaio ha natura di garanzia dipendente. Di conseguenza, il pagamento originario effettuato dalla società ha avuto effetto liberatorio per il professionista. Il successivo rimborso ottenuto dalla società non fa rivivere il debito ormai estinto in capo al notaio o alla sua erede.
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I proprietari di un immobile citano in giudizio il professionista per accertare la responsabilità del notaio in merito al pignoramento del loro bene, inserito in un fondo patrimoniale. Sostengono che il professionista non abbia curato l'annotazione dell'atto a margine dell'atto di matrimonio. Il notaio dimostra di aver inviato la richiesta al Comune tramite raccomandata semplice. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che il notaio deve richiedere l'annotazione, ma non risponde dei ritardi o delle omissioni del Comune, non potendosi sostituire alla Pubblica Amministrazione. L'invio della raccomandata semplice è sufficiente a dimostrare l'adempimento del suo dovere professionale.
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Un malfattore ha rubato l'identità di un cittadino per acquistare un immobile e ottenere un mutuo bancario. Scoperto l'inganno, l'atto di compravendita e il mutuo sono stati dichiarati nulli. L'istituto di credito ha quindi chiesto il risarcimento dei danni, invocando la responsabilità del notaio per non aver identificato correttamente il truffatore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, escludendo ogni responsabilità del notaio. I giudici hanno stabilito che il professionista ha agito con la dovuta diligenza: il truffatore era stato presentato dalla banca stessa come proprio cliente storico, i documenti coincidevano con quelli dell'istruttoria bancaria e le firme sono state apposte nei locali dell'istituto. Di conseguenza, la banca perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Un comproprietario vendeva un immobile a un acquirente utilizzando un impostore che si spacciava per il fratello co-proprietario. Gli acquirenti successivi chiedevano il risarcimento dei danni invocando la responsabilità del notaio per non aver identificato correttamente il venditore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del notaio. Il professionista aveva infatti verificato l'identità tramite una carta d'identità non palesemente contraffatta e il tesserino del codice fiscale. Inoltre, la presenza silenziosa del vero fratello co-proprietario aveva legittimamente confermato l'identità dell'impostore, escludendo qualsiasi negligenza professionale.
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Un notaio che, dopo aver curato un contratto preliminare di vendita, assiste alla stipula di un secondo atto che rende impossibile l'adempimento del primo, viola il suo dovere professionale di protezione. La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità del notaio, sottolineando che i suoi obblighi vanno oltre la mera formalità dell'atto e includono la salvaguardia degli interessi del cliente secondo buona fede, cassando la precedente decisione della corte d'appello che lo aveva esonerato da colpa.
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Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver redatto un atto di accettazione di eredità con beneficio d'inventario a favore di una fondazione non ancora riconosciuta e, quindi, priva di personalità giuridica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, escludendo la responsabilità del notaio. La motivazione principale si fonda sul carattere opinabile e non consolidato della questione giuridica al momento dell'atto. Secondo la Corte, la condotta del professionista deve essere valutata 'ex ante' e, in presenza di incertezze interpretative, non è configurabile la colpa grave richiesta per affermare la sua responsabilità.
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Una società creditizia ha citato in giudizio un notaio per non aver identificato la presenza di "usi civici" su un immobile dato in garanzia per un mutuo, rendendo impossibile l'espropriazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Ha chiarito che l'obbligo del notaio di indagare sugli usi civici non è assoluto ma dipende dalle circostanze del caso concreto. La valutazione sulla diligenza del professionista costituisce un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito, delineando così i confini della responsabilità del notaio.
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La Corte di Cassazione stabilisce la responsabilità del notaio per negligenza professionale in una compravendita immobiliare. Un acquirente aveva comprato un immobile dichiarato ad uso abitativo, scoprendo solo dopo che era destinato a deposito. La Corte ha chiarito che il dovere di diligenza del notaio include l'obbligo di informare l'acquirente della mancanza del certificato di agibilità e delle relative conseguenze, anche se non espressamente richiesto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso tale responsabilità, è stata annullata con rinvio.
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Un notaio era stato sanzionato per onorari troppo bassi, orari di stipula inverosimili e presunto accaparramento di clienti tramite banche. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato le sanzioni, stabilendo principi chiave sulla responsabilità notaio. La Corte ha chiarito che, dopo la liberalizzazione delle tariffe, applicare onorari ridotti non costituisce di per sé un illecito disciplinare, a meno che non si dimostri un comportamento sistematico che leda il decoro professionale, come l'accollo dei costi del cliente. Inoltre, ha specificato che l'accusa di procacciamento di clienti richiede prove concrete di un accordo attivo tra il notaio e l'intermediario (es. la banca), non essendo sufficiente il solo elevato numero di atti stipulati presso una sede.
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La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio per i danni subiti da un'acquirente a causa di una falsa dichiarazione del venditore riguardo l'estinzione di un'ipoteca. La Corte ha stabilito che il notaio, riportando nell'atto la dichiarazione del venditore accettata dall'acquirente, adempie ai suoi doveri. La verifica della veridicità di tali dichiarazioni ricade sul rischio contrattuale assunto dall'acquirente, che avrebbe potuto richiedere verifiche aggiuntive.
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La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19849/2024, ha stabilito la responsabilità del notaio in via extracontrattuale per i danni causati a un terzo da un atto di vendita inefficace, stipulato tra parti non proprietarie del bene. La Corte ha inoltre ribadito che il danno derivante dall'occupazione illegittima di un immobile si presume e non necessita di prova specifica da parte del proprietario danneggiato, invertendo l'onere della prova a carico dell'occupante.
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La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva il risarcimento danni a un notaio. Il professionista aveva autenticato un accordo di accollo tributario, successivamente rivelatosi problematico. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità del notaio, sottolineando che la normativa fiscale in materia era complessa e incerta al momento dell'atto, rendendo non evidente la sua potenziale illegittimità. La decisione conferma che la responsabilità professionale del notaio non è automatica, ma va valutata in base alla chiarezza della legge vigente.
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Una società immobiliare ha citato in giudizio un notaio per negligenza professionale nella compravendita di un terreno con un immobile abusivo. Il caso analizza la responsabilità del notaio e l'efficacia vincolante di una sentenza non definitiva, che aveva già statuito sulla colpa del professionista, rispetto alla successiva sentenza definitiva che aveva invece rigettato la domanda. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, affermando che il giudice della sentenza definitiva è vincolato da quanto deciso nella sentenza non definitiva (giudicato interno), non potendo rimettere in discussione la responsabilità del notaio già accertata.
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