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Registro Ini-Pec

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica PEC cartella esattoriale: valida anche fuori registro
Una società ha impugnato un pignoramento tributario di oltre un milione di euro, contestando la mancata notifica delle cartelle sottostanti perché inviate tramite un indirizzo telematico non presente nei registri ufficiali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno chiarito che la notifica PEC cartella esattoriale è pienamente valida quando proviene da una casella chiaramente istituzionale e non lede il diritto di difesa. Inoltre, la società aveva già ricevuto successive intimazioni di pagamento senza averle mai contestate nei termini legali, determinando la definitiva cristallizzazione del debito. La mancata accettazione della proposta di rigetto accelerato ha fatto scattare anche pesanti sanzioni per abuso del processo.
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Notifica cartella esattoriale valida anche da PEC fuori registro
Un professionista ha impugnato le richieste di pagamento avanzate dalla Cassa di Previdenza e dall'Agente della Riscossione. Il ricorrente sosteneva che la notifica cartella esattoriale fosse nulla. La contestazione riguardava l'uso di un indirizzo di posta elettronica non presente nei registri pubblici e l'assenza di raccomandate informative per la consegna postale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito la piena validità della notifica cartella esattoriale inviata tramite posta elettronica o raccomandata diretta. L'invio telematico da un indirizzo ufficiale non inserito nel registro pubblico non annulla l'atto, se il destinatario ha potuto difendersi. La consegna postale si perfeziona con l'arrivo all'indirizzo. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Definizione agevolata della cartella di pagamento e causa sospesa
Una società impugna una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato IVA, contestando il mancato invio della comunicazione preventiva dell'esito e la notifica via PEC da un indirizzo non presente nei registri pubblici. Il giudizio approda in Cassazione dopo i rigetti nei gradi di merito. Nelle more del processo, la società presenta domanda di adesione alla rottamazione dei carichi affidati alla riscossione, impegnandosi a rinunciare al giudizio pendente e chiedendo il pagamento rateale del dovuto. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza e dispone la sospensione del processo per definizione agevolata della cartella di pagamento. Il giudizio rimarrà congelato fino al versamento della prima rata, il quale determinerà l'estinzione definitiva della causa, oppure fino a un eventuale diniego dell'amministrazione.
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