Una persona, condannata per il possesso di 87,47 grammi di cocaina, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva di riconoscere l'ipotesi di detenzione di stupefacenti lieve entità, sostenendo che la quantità non fosse l'unico criterio da valutare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la valutazione dei tribunali precedenti era corretta, poiché teneva conto non solo della quantità, ma anche delle modalità di confezionamento della droga. L'appello è stato considerato generico e un tentativo di ridiscutere i fatti, non consentito in sede di legittimità. La condanna è quindi diventata definitiva.
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