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Qualità Di Consumatore

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Macchinario difettoso: negata la qualità di consumatore all’agricoltore
Un imprenditore agricolo acquista un macchinario difettoso e chiede il risarcimento integrale, invocando le tutele del Codice del Consumo. La Cassazione, però, nega la sua qualità di consumatore, stabilendo che l'acquisto era palesemente legato alla sua attività professionale. Di conseguenza, le tutele speciali per i consumatori non si applicano e la clausola contrattuale che limitava il risarcimento del danno è stata considerata valida. L'imprenditore ha perso la causa e ha dovuto pagare le spese legali alla controparte.
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Qualità di consumatore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualità di consumatore deve essere provata dal soggetto che la invoca per ottenere le tutele previste dalla legge. Nel caso di una fideiussione bancaria, il garante ha l'onere di dimostrare di aver agito per scopi estranei alla propria attività professionale. La Corte ha inoltre chiarito che non si forma il giudicato interno su tale qualifica se la domanda principale è stata respinta, permettendo al giudice d'appello di riesaminare i fatti costitutivi dell'eccezione di abusività.
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Qualità di consumatore: quando si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4734/2024, ha stabilito che non può essere riconosciuta la qualità di consumatore a un imprenditore che stipula un contratto per scopi connessi alla propria attività professionale. Nel caso specifico, un imprenditore agricolo si era opposto a un decreto ingiuntivo eccependo la competenza del foro del consumatore. La Corte ha accolto il ricorso del professionista, affermando che la natura del rapporto, finalizzato a pratiche edilizie per l'azienda agricola, escludeva l'applicazione del Codice del Consumo, ripristinando la competenza del tribunale originariamente adito.
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Qualità di consumatore: quando è esclusa negli investimenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un investitore che contestava la validità di una clausola arbitrale invocando la propria qualità di consumatore. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva tale status, poiché l'operazione finanziaria era finalizzata al recupero di proventi di un'attività imprenditoriale e non a soddisfare esigenze della vita quotidiana. L'impugnazione è stata respinta in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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