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Profilatura

Definizione

Il processo con cui l'intermediario finanziario raccoglie informazioni sul cliente per valutarne l'esperienza, la conoscenza, gli obiettivi di investimento e la propensione al rischio, al fine di raccomandare prodotti adeguati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cliente professionale su richiesta: tutele e doveri della banca
Un investitore ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni per perdite su investimenti finanziari complessi. La banca sosteneva di non dover rispettare i doveri di informazione e adeguatezza perché l'investitore aveva chiesto la qualifica di cliente professionale su richiesta, autocertificando grande esperienza e alta propensione al rischio. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo tale dichiarazione una confessione piena. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: l'autovalutazione del risparmiatore non è una confessione di fatti oggettivi ma un mero giudizio soggettivo. L'istituto finanziario deve sempre verificare concretamente i requisiti normativi e vigilare sulla permanenza di tali condizioni nel tempo, senza poter disinteressarsi della protezione del cliente.
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Polizze unit linked: risarcimento confermato contro l’emittente
Un risparmiatore sottoscriveva nel 2011 per 100.000 euro un contratto assicurativo collegato a fondi speculativi esteri. Tali fondi perdevano liquidità fino al dissesto definitivo, impedendo il riscatto del capitale. L'investitore agiva in giudizio denunciando la mancata profilatura del proprio profilo di rischio e l'ingannevole presentazione del prodotto come risparmio previdenziale. Il Tribunale condannava in solido la compagnia emittente e gli intermediari a risarcire 90.500 euro. La Corte di Appello ha rigettato integralmente l'impugnazione della compagnia estera: le polizze unit linked ad alta componente speculativa soggiacciono alle tutele informative del Testo Unico della Finanza a prescindere dal canale distributivo. La responsabilità della compagnia emittente deriva dalla carenza dei documenti predisposti e dal mancato controllo sui collocatori, con applicazione della prescrizione decennale contrattuale e rivalutazione economica dal versamento del premio.
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Obblighi informativi della banca: risarcimento per bond rischiosi
Due investitori hanno citato un istituto di credito per ottenere il risarcimento del danno subito a causa dell'acquisto di obbligazioni statali ad alto rischio, poi andate in default. Gli investitori hanno denunciato la violazione delle regole di condotta e la mancata informazione sui pericoli dei titoli. La banca ha sostenuto la piena consapevolezza e l'esperienza speculativa dei clienti. I giudici di merito hanno condannato l'intermediario al risarcimento integrale oltre rivalutazione e interessi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sancendo che gli obblighi informativi della banca permangono anche verso clienti propensi al rischio e che la violazione genera una presunzione di danno a carico dell'istituto, il quale deve sempre acquisire un ordine scritto prima di compiere operazioni non adeguate.
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Obblighi informativi intermediari: guida alla prova
La sentenza analizza la responsabilità di una banca circa gli obblighi informativi intermediari nell'acquisto di azioni illiquide. La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda dell'investitore, rilevando che l'istituto ha fornito prova documentale dell'adeguata informativa sui rischi e della corretta profilatura del cliente, riconducendo le perdite alla naturale alea degli investimenti finanziari.
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Sanzioni CONSOB: responsabilità vertici bancari
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni CONSOB irrogate al Direttore Generale di un istituto bancario per violazioni del Testo Unico della Finanza. Il ricorrente contestava la violazione del principio ne bis in idem e la natura penale delle sanzioni, ma i giudici hanno chiarito che le condotte riguardavano fatti distinti e che le sanzioni amministrative pecuniarie, entro certi limiti edittali, non assumono natura sostanzialmente penale. La decisione ribadisce la responsabilità apicale nella gestione dei conflitti di interesse e nella corretta profilatura della clientela.
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Obbligo informativo: banca responsabile se non informa
Gli eredi di un investitore hanno citato in giudizio un istituto bancario contestando l'acquisto di titoli ad alto rischio senza un adeguato obbligo informativo. Sebbene la Corte d'Appello avesse escluso il risarcimento ritenendo l'investitore esperto, la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che la propensione al rischio non esonera la banca dalle proprie responsabilità, poiché sussiste una presunzione di nesso causale tra l'omessa informazione e il danno subito dal risparmiatore.
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Intermediazione finanziaria: guida alla responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento danni proposta da due investitori contro un istituto di credito. Al centro della controversia vi era l'asserita mala gestio e la mancanza di informativa adeguata in merito a investimenti in strumenti derivati. La Corte ha ribadito che, in presenza di una intermediazione finanziaria documentata e di una profilatura di rischio elevata sottoscritta dai clienti, non sussiste responsabilità della banca se gli investitori non provano specifiche violazioni o carenze organizzative. È stata inoltre confermata l'inammissibilità di censure sui fatti in presenza di una doppia conforme.
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Obblighi informativi: la banca deve sempre avvisare
Due risparmiatori hanno citato un istituto di credito per l'acquisto di titoli ad alto rischio, lamentando la violazione degli obblighi informativi e la mancata profilatura. I giudici di merito avevano rigettato la domanda ritenendo che l'esperienza pregressa dei clienti li rendesse consapevoli dei rischi. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che l'esperienza dell'investitore non esonera la banca dal dovere di fornire informazioni specifiche sul titolo. Spetta all'intermediario dimostrare di aver agito con diligenza, provando di aver reso edotto il cliente sui rischi effettivi dell'operazione finanziaria.
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Termine contestazione sanzione: guida alla decorrenza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Autorità di Vigilanza contro l'annullamento di una sanzione pecuniaria inflitta a un ex amministratore bancario. Il punto centrale riguarda il termine contestazione sanzione di 180 giorni. La Corte ha stabilito che l'accertamento non coincide con la mera percezione dei fatti materiali, ma richiede il completamento di una complessa attività valutativa. In ambito finanziario, la complessità delle indagini giustifica tempi istruttori più lunghi, impedendo una decorrenza automatica del termine basata su una valutazione ex post del giudice di merito.
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Sanzioni amministrative Consob: i tempi di notifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tempestività delle sanzioni amministrative Consob irrogate a un ex dirigente bancario per violazioni in materia di adeguatezza degli investimenti. La Corte d'Appello aveva precedentemente annullato la sanzione, ritenendo che il termine di 180 giorni per la notifica fosse decorso dalla semplice conoscenza dei fatti. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'accertamento non coincide con la mera percezione materiale dei fatti, ma richiede una valutazione complessa degli elementi acquisiti. Il giudice di merito deve valutare la ragionevolezza dei tempi istruttori senza sostituirsi alle scelte dell'autorità, considerando la complessità della materia finanziaria.
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Obblighi informativi banca: Cassazione su profili
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito per la violazione degli obblighi informativi banca nei confronti di una cliente che aveva investito in titoli ad alto rischio. La decisione si fonda sulla presenza di due profili di rischio compilati a distanza di pochi mesi, risultati palesemente contraddittori. Tale circostanza, secondo la Corte, dimostra la negligenza della banca nel valutare l'adeguatezza dell'operazione, rendendo irrilevante la mera firma di moduli standard da parte della risparmiatrice. Il ricorso della banca è stato quindi respinto.
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Obblighi informativi banca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso degli eredi di un'investitrice che avevano citato in giudizio una banca per le perdite subite su obbligazioni rischiose. L'investitrice si era rifiutata di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo che la propensione al rischio fosse desumibile da investimenti passati. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che gli obblighi informativi della banca non vengono meno e che una generica propensione al rischio non è sufficiente a provare che l'investitore avrebbe comunque compiuto l'operazione se fosse stato adeguatamente informato. Si presume quindi un nesso di causalità tra la carenza informativa e il danno, con onere della prova a carico della banca.
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