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Presunzione semplice (praesumptio hominis)

Definizione

È una conclusione che il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignoto, basandosi su un ragionamento logico. Non è stabilita dalla legge ma deriva dalla valutazione delle prove da parte del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Gestione separata INPS: contributi dovuti anche sotto 5000 euro
L'Ente Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a una libera professionista iscritta all'albo per l'anno 2011. I giudici di merito hanno escluso l'obbligo contributivo ritenendo determinante il mancato superamento della soglia reddituale di 5.000 euro. L'Ente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Istituto, stabilendo che la Gestione separata INPS si applica a chiunque svolga la professione in modo abituale, a prescindere dall'importo dei guadagni percepiti. Il limite dei 5.000 euro vale soltanto per il lavoro autonomo puramente occasionale. I giudici di legittimità hanno quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un accertamento concreto sull'abitualità dell'attività professionale svolta.
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Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso Non Salva l’Avvocato
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'obbligo di iscrizione Gestione Separata avvocati. Un avvocato, con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro, si era opposto alla richiesta di contributi da parte dell'Ente Previdenziale. I giudici di merito gli avevano dato ragione, considerando il basso reddito come prova di un'attività occasionale. La Cassazione ha ribaltato la decisione: il superamento della soglia dei 5.000 euro non è l'unico criterio per determinare l'abitualità di una professione. Altri elementi, come l'iscrizione all'albo o la titolarità di una Partita IVA, sono indizi importanti. L'Ente Previdenziale ha quindi vinto il ricorso e il caso dovrà essere riesaminato tenendo conto di tutti questi fattori, non solo del reddito percepito.
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Presunzioni fiscali: Cassazione su limiti e poteri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17799/2024, ha affrontato il tema delle presunzioni fiscali applicabili ai capitali detenuti all'estero. Ha stabilito che la presunzione legale di reddito per i capitali in paradisi fiscali, introdotta nel 2009, non è retroattiva e non può applicarsi a periodi d'imposta precedenti. Tuttavia, la Corte ha chiarito che l'inesistenza di una presunzione legale non impedisce al Fisco di provare l'evasione attraverso presunzioni semplici, basate su elementi gravi, precisi e concordanti. Il giudice di merito, quindi, non può limitarsi a dichiarare l'irretroattività della norma, ma deve valutare tutte le prove disponibili. Per questo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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