LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Presunzione Di Sussistenza Delle Esigenze Cautelari

Definizione

Una regola legale per cui, in caso di accuse per reati particolarmente gravi (come l'associazione mafiosa), si presume che esistano i pericoli che giustificano una misura cautelare, salvo che la difesa fornisca prova contraria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia cautelare reati associativi: il tempo non cancella i legami criminali
Un individuo è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per presunta partecipazione a un'associazione criminale (art. 416-bis c.p.). Il Tribunale del riesame ha confermato la misura. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il tempo trascorso dai fatti (fino al 2019) avrebbe dovuto escludere l'attualità del pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per i reati di associazione mafiosa esiste una presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari. Questa presunzione si supera solo con la prova concreta di un effettivo distacco dal sodalizio criminale, non con il semplice passare del tempo. La Corte ha quindi confermato la custodia cautelare.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: ricorso inammissibile per omicidio mafioso
Un Imputato, accusato di omicidio aggravato da metodo mafioso e dall'agevolazione di un sodalizio mafioso, ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame che aveva respinto la sua richiesta di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le motivazioni fossero generiche e manifestamente infondate. La Corte ha ribadito la doppia presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della misura carceraria per i reati gravi, confermando la detenzione.
Continua »
Presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e tempo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato la custodia in carcere per un indagato accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Il Tribunale aveva ritenuto superata la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari basandosi unicamente sul tempo trascorso dai fatti (circa quattro anni). La Cassazione ha chiarito che il semplice decorso del tempo non basta a escludere la pericolosità sociale. Il giudice deve valutare globalmente altri elementi concreti, come la perdurante frequentazione con i complici, la struttura familiare del gruppo criminale e l'alto livello del traffico gestito. La decisione è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione mafiosa contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La Corte ha ribadito che la presunzione di esigenze cautelari, prevista per reati gravi come il 416-bis c.p., non può essere vinta dal solo decorso del tempo. Sono necessari elementi concreti che dimostrino la rescissione dei legami con il sodalizio criminale, elementi che nel caso di specie mancavano.
Continua »
Tempo silente misura cautelare: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un soggetto indagato per associazione di tipo mafioso, valorizzando il principio del 'tempo silente'. La Corte ha stabilito che un notevole lasso di tempo (in questo caso, cinque anni) tra i fatti contestati e l'applicazione della misura, in assenza di nuovi elementi indicativi di pericolosità, indebolisce la presunzione legale delle esigenze cautelari. Di conseguenza, il giudice del rinvio dovrà motivare in modo più specifico e concreto sull'attualità della pericolosità sociale dell'indagato.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione mafiosa, il quale chiedeva la revoca della custodia cautelare in carcere basandosi sul lungo tempo trascorso dai fatti ('tempo silente'). La Corte ha stabilito che la presunzione esigenze cautelari per le 'mafie storiche' non può essere superata dal solo decorso del tempo, specialmente in presenza di elementi recenti, come dichiarazioni di collaboratori, che confermano l'attualità della pericolosità sociale del soggetto e la sua appartenenza al clan.
Continua »