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Presunzione Adeguatezza Custodia In Carcere

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Traffico Droga: Confessione non basta per evitare il carcere
Un imputato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga chiede di passare dal carcere ai domiciliari. Sostiene di aver confessato, di aver tagliato i ponti con il passato e di voler cambiare vita. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. I giudici hanno applicato il principio della 'presunzione di adeguatezza della custodia in carcere' per reati così gravi. Secondo la Corte, una confessione tardiva e il semplice passare del tempo non sono sufficienti a dimostrare un reale cambiamento. La pericolosità sociale dell'imputato, data la gravità dei fatti e i suoi precedenti, rende il carcere l'unica misura idonea a prevenire la commissione di nuovi reati.
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Presunzione Custodia in Carcere: Arresto del boss non spezza il legame
Un'imputata per associazione mafiosa chiede la sostituzione della detenzione in carcere con gli arresti domiciliari, sostenendo di aver interrotto i legami con il clan dopo l'arresto del suo convivente, ritenuto il reggente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando il principio della presunzione adeguatezza custodia in carcere per i reati di mafia. Secondo i giudici, il tempo trascorso e l'assenza di nuovi contatti non sono sufficienti a dimostrare la rottura del vincolo associativo, la cui prova spetta all'imputato. La richiesta è stata quindi respinta.
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