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Presidio elettronico

Definizione

Strumento tecnologico, comunemente noto come braccialetto elettronico, utilizzato per monitorare a distanza gli spostamenti di chi è agli arresti domiciliari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Misura cautelare per evasione: confermati i domiciliari
Un indagato, già sottoposto a detenzione domiciliare, si allontana indebitamente dalla propria abitazione reiterando una fuga già commessa il mese precedente. Il Pubblico Ministero richiede una nuova misura cautelare per evasione con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame accoglie la richiesta della pubblica accusa, rilevando la costante inosservanza dei limiti da parte dell'indagato e la presenza di numerosi carichi pendenti. La difesa contesta l'ordinanza sostenendo la mancanza di autonoma motivazione e l'intervenuta espiazione della pena originaria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che lo stato detentivo per altra causa non esclude il pericolo di reiterazione e convalidano la legittimità della misura coercitiva.
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Sostituzione misura cautelare: quando il braccialetto non basta
Un indagato ha presentato ricorso in Cassazione contro il diniego della sostituzione misura cautelare dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la decisione del GUP, ritenendo che non vi fossero elementi di novità tali da giustificare un affievolimento della misura. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in assenza di fatti nuovi, il giudice dell'appello non deve riesaminare l'intero quadro cautelare ma solo verificare la tenuta logica del provvedimento impugnato. Nel caso specifico, il rischio di reiterazione del reato tramite l'uso del telefono rendeva i domiciliari, anche se monitorati elettronicamente, del tutto inidonei a contenere le esigenze cautelari, confermando la necessità della detenzione in carcere.
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Carenza di interesse nel ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti contro l'applicazione del braccialetto elettronico durante gli arresti domiciliari. Sebbene la rinuncia formale presentata dal difensore fosse inefficace per mancanza di procura speciale, i giudici hanno rilevato una sopravvenuta carenza di interesse. Tale condizione è emersa poiché i ricorrenti avevano già interamente espiato la pena inflitta con sentenza definitiva. Di conseguenza, l'eventuale annullamento della misura cautelare non avrebbe apportato alcun beneficio pratico, rendendo il ricorso privo di utilità giuridica.
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