La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Quest'ultimo aveva concesso un permesso di necessità di due giorni a un detenuto, basando la decisione sulla sua buona condotta, sull'assenza di legami attuali con la criminalità organizzata e sulla mancanza di pericolo di fuga. La Suprema Corte ha stabilito che le censure del ricorrente erano generiche e si basavano su doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità, confermando la validità della valutazione del Tribunale.
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