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Passaggio diretto

Definizione

In questo contesto, indica un meccanismo di trasferimento del personale che prevede la cessazione del rapporto con il vecchio datore di lavoro e l'immediata costituzione di un nuovo rapporto con quello subentrante.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mobilità intercompartimentale: lo stipendio resta intatto
Una dipendente pubblica è passata dal Comune all'Agenzia delle Dogane tramite mobilità intercompartimentale. L'amministrazione di destinazione l'ha inquadrata in una posizione economica inferiore (F3 anziché F5) rispetto a quella corrispondente al livello di provenienza (D5). La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'inquadramento corretto e alle differenze retributive. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia, confermando che il passaggio diretto configura una cessione del contratto. Questo strumento deve garantire la conservazione dell'anzianità, della qualifica e del trattamento economico, evitando dequalificazioni. L'Agenzia delle Dogane perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Passaggio da privato a pubblico impiego: la Cassazione nega stipendio
Un lavoratore, trasferito da un consorzio agrario privato a un ente pubblico previdenziale, ha chiesto il riconoscimento dell'anzianità e del trattamento economico maturati in precedenza. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che il passaggio da privato a pubblico impiego, in questo caso, non costituisce una continuità del rapporto di lavoro. Si è trattato di una 'ricollocazione' che equivale a una nuova assunzione. Le norme sulla mobilità tra enti pubblici non si applicano perché il datore di lavoro di provenienza era un soggetto di diritto privato. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto a mantenere i benefici economici e l'anzianità del precedente impiego.
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Cessione ramo d’azienda: Lavoratori perdono, ma il lavoro è salvo
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni lavoratori trasferiti tra due aziende gestori del servizio idrico. I dipendenti, credendo che il loro vecchio rapporto di lavoro fosse cessato, avevano chiesto il pagamento delle indennità di fine rapporto. La Corte ha stabilito che l'operazione era una vera e propria cessione di ramo d'azienda. Di conseguenza, si applica la tutela dell'art. 2112 del Codice Civile, che garantisce la continuità del rapporto di lavoro con il nuovo gestore senza interruzioni. Le richieste dei lavoratori sono state quindi respinte, perché basate su un presupposto giuridico errato: il loro contratto non era mai terminato, ma solo proseguito con un nuovo titolare.
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Passaggio diretto lavoratori: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva il riconoscimento del suo diritto al passaggio diretto a una nuova società gestrice di un servizio pubblico. La Corte ha stabilito che l'onere della prova dei requisiti necessari, come l'esclusiva adibizione a determinati servizi, spetta interamente al lavoratore. L'inserimento del suo nominativo in elenchi di personale da trasferire non è stato ritenuto prova sufficiente, avendo questi una natura meramente ricognitiva.
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