Un avvocato aveva richiesto la liquidazione del suo compenso professionale, includendo la maggiorazione del 30% prevista per il deposito di atti con modalità telematiche avanzate. La Corte d'Appello, però, ignorava completamente questa specifica richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato, stabilendo un principio fondamentale: la richiesta di aumento compenso atti telematici è una domanda autonoma e il giudice ha l'obbligo di pronunciarsi espressamente su di essa. Il silenzio del giudice su questo punto costituisce un vizio della sentenza (omissione di pronuncia), poiché non può essere interpretato come un rigetto implicito. Di conseguenza, la decisione è stata annullata e la causa rinviata per una nuova valutazione che includa la richiesta di maggiorazione.
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