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Organismo di vigilanza

Definizione

Un organo interno alla società, con compiti di controllo, che deve assicurare il corretto funzionamento e l'aggiornamento del modello organizzativo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità amministrativa degli enti: modello solo su carta
Una società ha subito una condanna per illeciti ambientali commessi dal proprio amministratore. La Corte di Cassazione aveva precedentemente annullato la decisione solo per un reato minore, confermando la colpevolezza per i fatti principali e disponendo il rinvio per rideterminare la sanzione pecuniaria. Il giudice di merito ha quindi ridotto l'importo della sanzione. La società ha presentato un nuovo ricorso, contestando la propria colpevolezza e chiedendo lo sconto di pena per l'adozione del modello organizzativo. I giudici supremi hanno dichiarato il ricorso inammissibile. L'accertamento dei fatti costituiva ormai cosa giudicata. Inoltre, la società non ha provato la concreta efficacia del modello interno. La responsabilità amministrativa degli enti resta pienamente confermata con la condanna della società alle spese e alla cassa delle ammende.
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Aggiottaggio e Responsabilità Enti: Modello Organizzativo Valido, Dirigenti Fraudolenti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità amministrativa degli enti, dove un'Azienda era accusata di aggiotaggio, commesso dai suoi vertici attraverso false comunicazioni. La difesa sosteneva l'adeguatezza del modello organizzativo e l'elusione fraudolenta da parte dei dirigenti. La Cassazione ha respinto il ricorso del Procuratore Generale, confermando l'idoneità del modello organizzativo dell'Azienda. Ha stabilito che la condotta dei dirigenti, pur illecita, aveva aggirato il modello in modo fraudolento e imprevedibile. L'assenza di piena autonomia dell'organismo di vigilanza non ha avuto un nesso causale con il reato. Pertanto, l'Azienda non è stata ritenuta responsabile.
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Controllo giudiziario antimafia: la Cassazione nega la tutela
Una società colpita da interdittiva prefettizia ha richiesto l'ammissione alla misura del controllo giudiziario antimafia per continuare la propria attività commerciale. L'impresa sosteneva di essersi allontanata dal rischio di inquinamento criminale avendo adottato un modello organizzativo interno, abbandonato i consorzi sospetti e ridotto i rapporti con fornitori dubbi. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo tali iniziative meramente formali e troppo recenti per garantire un reale distacco dalle logiche mafiose. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto e ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. La Suprema Corte ha evidenziato che la semplice approvazione di documenti organizzativi non basta senza l'effettiva nomina di organi di vigilanza autonomi e la prova di una totale emancipazione dai contesti criminali. La società perde il giudizio ed è condannata al pagamento delle spese.
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